Barino, tre offerte: in corsa Piacenza Expo e la big Monteleone
Chiusi i termini per le offerte sulla gestione integrata
Thomas Trenchi
|22 ore fa

Sono tre le candidature depositate in Comune entro le ore 12 di ieri per l’appalto integrato che unisce in un’unica gestione il salone monumentale di Palazzo Gotico, lo sportello di informazione e accoglienza turistica (Iat-R) e il Barino, storico caffè affacciato su Piazza Cavalli al pianterreno del municipio. Una maxi concessione dal valore stimato di oltre 19 milioni di euro (Iva esclusa) che, negli ultimi mesi, ha acceso il confronto politico in città.
Due delle candidature sono note a Libertà: una piacentina e una proveniente da fuori regione. La prima fa capo a Piacenza Expo, società fieristica partecipata dal Comune per oltre il 50% e leader di una cordata che includerebbe l’agenzia di viaggio Maracaibo, l’operatore turistico Cooltour e la società di ristorazione Carpe Diem. La seconda proposta arriva dalla bergamasca Monteleone Group, attiva nella gestione di caffetterie e bistrot museali, come quelli dei Musei Reali di Torino e del Mart di Rovereto. «Sì, la nostra società ha partecipato al bando con un raggruppamento composto anche da un’altra realtà», conferma il ceo Michele Monteleone.
Il bando prevede una durata della concessione di 25 anni, con canone annuo a base d’asta di 25mila euro, salvo rialzo, e un contributo comunale annuale di 220mila euro a sostegno dell’equilibrio economico-finanziario della gestione integrata. L’assessore al commercio Simone Fornasari si dice soddisfatto: «Il numero di proposte arrivate è un segnale positivo: il mercato è interessato a questa opportunità. Ringrazio gli uffici per il lavoro svolto».
Per l’ad di Piacenza Expo, Giuseppe Cavalli, «la nostra struttura vorrebbe integrare le attività della fiera con il cuore della città. Se l’operazione andrà a buon fine, questi spazi ospiteranno cene di gala, meeting e convegni, diventando una vetrina per far conoscere meglio Piacenza a espositori e visitatori». La presenza del polo fieristico comunale potrebbe però portare l’ente a nominare una commissione giudicatrice composta da membri esterni, per evitare possibili conflitti di interesse.
La terza candidatura resta avvolta dal riserbo: si parla di un soggetto attivo in ristorazione e turismo, che avrebbe effettuato sopralluoghi nei tre spazi comunali nelle ultime settimane. Silenzio anche da parte dell’attuale gestore del Barino, l’imprenditore Predag Vojvodic, detto Zune, che non chiarisce se abbia partecipato o meno al bando.
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