Arresto cardiaco in trattoria a Chiavenna Rocchetta, salvato da un medico con il defibrillatore

Provvidenziale si è rivelata la presenza in sala di Massimo Nolli, già primario di Rianimazione all’ospedale di Piacenza, che è intervenuto immediatamente utilizzando il defibrillatore

Federica Duani
|17 ore fa
L'ingresso del ristorante Torretta di Chiavenna Rocchetta - © Libertà/Federica Duani
L'ingresso del ristorante Torretta di Chiavenna Rocchetta - © Libertà/Federica Duani
1 MIN DI LETTURA
Attimi di grande apprensione nel primo pomeriggio di domenica 8 marzo alla trattoria La Torretta di Chiavenna Rocchetta, frazione di Lugagnano, dove un uomo di 47 anni è stato colpito da un malore. Secondo le prime ricostruzioni si sarebbe trattato di un arresto cardiaco. Determinante si è rivelato l’intervento immediato di un medico presente nel locale e dei soccorsi sanitari. L’uomo è stato successivamente trasportato cosciente in elicottero all’ospedale di Parma.
«È successo tutto in un attimo», racconta Ivo Ghizzoni, co-titolare del ristorante. «L’uomo era arrivato a pranzo con un gruppo di amici verso mezzogiorno. Intorno alle 15 uno di loro è corso a chiamarci perché si era sentito male». Provvidenziale la presenza in sala di Massimo Nolli, già primario di Rianimazione all’ospedale di Piacenza, che è intervenuto immediatamente utilizzando il defibrillatore Dae installato all’ingresso del locale. «Ci hanno riferito che dal tracciato del defibrillatore risulterebbe che il cliente è stato salvato proprio grazie al suo utilizzo e al tempestivo intervento del medico», spiegano dalla famiglia Ghizzoni.
Sul posto sono arrivati rapidamente anche i soccorritori: la Pubblica Assistenza di Lugagnano è stata la prima a raggiungere il ristorante, seguita dal personale del 118 di Fiorenzuola e dall’elisoccorso. «Sono stati velocissimi: la Pubblica è arrivata nel giro di cinque minuti e l’elicottero in circa un quarto d’ora», aggiunge Ghizzoni. «Sono stati attimi di paura, ma per fortuna tutto si è risolto per il meglio», racconta Sandra Casarotti, cognata di Ghizzoni e responsabile del servizio in sala. «Abbiamo cercato di rassicurare anche la figlia dell’uomo, che poi è stata tranquillizzata anche dai medici». Prima di essere trasportato in ospedale, il quarantasettenne ha ripreso conoscenza ed è riuscito a parlare con la figlia, contribuendo a calmarla.