Addio a Renato Zurla, medico, amministratore e volontario
Geriatra e dirigente Ausl, fu anche presidente della Provincia. Attivo per oltre trent’anni nella Croce Rossa, si era impegnato in missioni all'estero e nella valorizzazione della Val Trebbia
Redazione Online
|4 ore fa

È scomparso improvvisamente oggi, all’età di 79 anni, Renato Zurla, figura molto nota e stimata nel mondo della sanità, della politica e del volontariato piacentino. Una vita intensa, segnata dall’impegno costante al servizio della comunità.
Nato a Piacenza, da decenni viveva a Travo, nel cuore della Val Trebbia, territorio al quale era profondamente legato. Medico geriatra, Zurla aveva una formazione ampia e articolata: laureato in farmacia e in medicina, si era specializzato in malattie respiratorie, costruendo una carriera solida e riconosciuta.
Per anni è stato dirigente medico di geriatria all’Ausl di Piacenza e docente di tossicologia all’Università di Modena e Reggio Emilia. Ha ricoperto incarichi di grande responsabilità anche in ambito gestionale: è stato responsabile della Fondazione Maruffi di Piacenza e della casa di riposo Gasparini di Pieve Dugliara, oltre a diventare, negli ultimi anni, direttore sanitario del Centro medico Rocca di Piacenza. In precedenza era stato anche presidente dell’associazione dei titolari di farmacia.
Il suo impegno si è esteso anche alle istituzioni: Zurla fu presidente della Provincia di Piacenza tra il 1994 e il 1995. Di orientamento socialdemocratico, nel tempo si era avvicinato al Partito Democratico, all’interno del quale ricopriva il ruolo di responsabile della funzione sanitaria del circolo dell’Alta Val Trebbia. Tra le sue ultime battaglie, da sempre legato alla sua valle, quella per ottenere un maggiore rilascio d’acqua dalla diga del Brugneto e, soprattutto, il progetto di rilancio delle terme di Bobbio. Zurla era stato infatti uno degli ultimi direttori dello stabilimento termale, chiuso negli anni Novanta, e da tempo sosteneva la necessità di nuovi studi sulle sorgenti, anche attraverso l’impegno nel comitato Valli Trebbia e Luretta.
È stato inoltre consigliere della Fondazione di Piacenza e Vigevano.
Accanto alla carriera professionale e politica, una parte fondamentale della sua vita è stata dedicata al volontariato. Per oltre trent’anni è stato attivo nella Croce Rossa Italiana, di cui è stato presidente regionale oltre che del comitato di Piacenza, partecipando a numerose missioni umanitarie nel Sud-Est asiatico, a Cuba, in Iraq e in Albania.
Zurla fu inoltre cofondatore e primo presidente del Lions Club di Bobbio, città che nel 2013 lo aveva insignito del titolo di "Piacentino dell’anno", riconoscendone l’impegno e il valore umano.
Non è mancata neppure l’attività divulgativa e letteraria. Tra le sue pubblicazioni per la casa editrice Pontegobbo spiccano "Dal buio alla luce. Il coraggio di rinascere", in cui raccontava il difficile recupero dopo una gravissima encefalite - un’opera che, a distanza di undici anni, era stata ristampata - e "Sapere invecchiare in salute". Zurla aveva scritto anche "Polis" (Ellade) un volume dedicato ai suoi valori politici e all'impegno sociale, che lo aveva visto amministratore in passato di Bobbio e Coli. L’ultimo libro, nel 2025 insieme a Mauro Martini, è stata "Osare la speranza".
In occasione della sua proclamazione a "Piacentino dell'anno", prima a Bobbio e poi a Piacenza città, aveva così dichiarato a Libertà: «Sì, assistiamo ogni giorno a un appello incessante per riuscire a dare risposta anche solo ai bisogni apparentemente più semplici, che oggi ci sembrano trascurati o addirittura cancellati o classificati come inesistenti. Per chi come me ha vissuto in prima persona il disagio, il dolore, la distruzione dentro e fuori, la morte, è ancor più difficile comprenderne la ragione vera; bisogna saper scegliere le priorità, avere il coraggio politico e amministrativo di fare una graduatoria leale. Ciascuno di noi davvero è chiamato ad un esame di coscienza profondo». Un esame di coscienza quotidiano e profondo che, in lui, è durato tutta la vita, per gli altri, per la Valtrebbia, per il senso di solidarietà.

Il comitato provinciale della Croce Rossa Italiana ha espresso «profonda tristezza» e commozione per la scomparsa di Renato Zurla. «Solo sabato scorso il dottor Zurla aveva svolto regolarmente servizio come medico Cri, confermando ancora una volta quello spirito di dedizione che ha caratterizzato tutta la sua vita».
Il presidente del comitato di Piacenza, Giuseppe Colla, che con Zurla ha condiviso un lungo percorso associativo, lo ricorda così: «Ho incontrato Renato proprio sabato, durante un servizio. Era sereno, disponibile, animato da quella passione che non ha mai smesso di trasmettere. Con lui ho avuto l’onore di fondare gli Operatori del Sorriso a Piacenza, un progetto che ancora oggi porta gioia e vicinanza a chi soffre. Renato era un uomo di valori profondi, un volontario esemplare, un riferimento per tutti noi. La sua scomparsa lascia un vuoto enorme nella Croce Rossa e nella comunità».
Anche la parlamentare del Partito Democratico Paola De Micheli ha voluto ricordarlo: «Una persona generosa e schietta, che ha messo al servizio di tutta la comunità le capacità professionali di medico e dirigente sanitario, insieme alle sue doti umane. Alla guida della Croce Rossa di Piacenza e dell’Emilia-Romagna ha lasciato un segno importante, così come nel ruolo di amministratore pubblico. Voglio ricordare così Renato Zurla, al quale mi legava una sincera amicizia e una grandissima stima. Alla sua famiglia e alla Croce Rossa di Piacenza il mio più sentito cordoglio».
Anpas Provincia di Piacenza ricorda Zurla come una figura di grande spessore umano e civile, capace di costruire nel tempo rapporti di stima e collaborazione tra realtà diverse del volontariato. «Pur provenendo da esperienze differenti, il confronto con lui è sempre stato aperto e costruttivo, nel segno di un obiettivo comune: servire le persone e il territorio», sottolinea il coordinatore Paolo Rebecchi, evidenziando anche la sua capacità di ascolto e la passione per il bene comune.
Parole di affetto e riconoscenza anche dal consigliere regionale Lodovico Albasi, che definisce Zurla «non solo un protagonista della vita pubblica, ma un amico vero e un compagno di tante battaglie per la Val Trebbia». E sottolinea «il suo impegno instancabile per il territorio, la capacità di ascolto e la totale assenza di interessi personali», ricordando come negli ultimi anni si fosse riavvicinato al Partito Democratico con spirito costruttivo. «Fino all’ultimo si è messo a disposizione degli altri, fedele ai valori di solidarietà e servizio» conclude Albasi, esprimendo cordoglio alla famiglia e alla comunità.

