Lavanda piacentina: la coltura che valorizza paesaggi e biodiversità
I produttori di Coldiretti Piacenza: tempo di raccolta per un prodotto innovativo che unisce tradizione e innovazione
Claudia Molinari
|7 mesi fa

Da sinistra Federica Oddi (responsabile delle Donne di Coldiretti Piacenza ) in un campo di lavanda e i campi a Roncolo Bosco
In questi giorni, tra le colline e le vallate del Piacentino, è tempo di raccolta della lavanda. I filari viola colorano il paesaggio dalla Val Tidone alla Val Trebbia, passando per la Val Nure e la Val d’Arda, regalando suggestioni visive e olfattive che attirano visitatori, fotografi e amanti della natura.
Ma la lavanda non è solo bellezza o turismo: rappresenta una concreta opportunità per le aziende agricole locali che, attraverso questa coltura, hanno saputo diversificare la produzione, integrando pratiche sostenibili e multifunzionali, dal benessere alla cosmetica, dall’alimentare all’artigianato.
« La coltivazione della lavanda si inserisce perfettamente nel percorso di diversificazione che Coldiretti e Campagna Amica promuovono da anni per le aziende agricole – sottolinea il direttore di Coldiretti Piacenza, Roberto Gallizioli –. È una coltura che valorizza il paesaggio, tutela la biodiversità, offre nuove opportunità economiche e contribuisce a mantenere vive le nostre campagne».
Natura, qualità e passione. Sono i valori che emergono dagli stessi produttori piacentini, al lavoro in questo periodo. La coltivazione, che in Regione conta circa 130 ettari, nel Piacentino si aggira intorno alla ventina, ma è in crescita anche per i cambiamenti dovuti al clima e per la resilienza di questa pianta officinale. Ogni produttore piacentino coltiva piccoli appezzamenti, poiché la raccolta avviene rigorosamente a mano, nel rispetto della pianta e della qualità del prodotto.
Alessandro Passeri dell’azienda agricola Melisseo a Cassimoreno di Ferriere, storica presenza al Mercato Coperto di Campagna Amica in via Farnesiana, 17 a Piacenza, sottolinea la qualità eccellente di quest’annata, seppur con una resa discreta a causa delle abbondanti piogge di luglio.
«Giugno, con le sue alte temperature, ha favorito lo sviluppo delle piante, ma i temporali successivi hanno inciso. Abbiamo avviato la raccolta tra molte farfalle e bombi, mentre le api avevano ormai concluso il loro lavoro: probabilmente c’era meno nettare, vedremo che storia racconterà il nostro miele millefiori» spiega Passeri. L’azienda non si limita alla produzione (e alla vendita di olii essenziali, sacchetti profumati, idrolati, creme e cuscini del benessere) ma valorizza la lavanda attraverso eventi culturali e benessere, dalle sedute di yoga tra i campi di Cassimoreno (come quella molto partecipata della scorsa domenica 13 luglio) ai laboratori didattici al Mercato Coperto, per far conoscere i benefici di una coltura che unisce storia e proprietà officinali uniche.
Mino Ballerini, alla guida dell’azienda agricola “Poggio delle farfalle” a Bettola è presidente dell’Associazione culturale Produttori di Lavanda dell’Appennino Piacentino: «Questa realtà – spiega - si propone di favorire lo sviluppo e la promozione della lavanda nel Piacentino, diffondere la conoscenza e le virtù della lavanda e delle altre erbe aromatiche mettendo in rete le aziende che sono dedite a questa coltivazione e valorizzando così il territorio ».
Ballerini parla anche della sua coltivazione: «Ogni terreno – spiega – presenta caratteristiche differenti, a Bettola abbiamo posticipato la raccolta (che avrà inizio a giorni) perché le api erano ancora al lavoro»

Gli articoli più letti della settimana
1.
Viaggio tra gli espropriati della Statale 45 «Per un metro di asfalto una vita stravolta»
2.
Lulù, cucciola con soffio al cuore cerca famiglia: «Non può crescere in canile»
3.
Autovelox non localizzato in precedenza nulla la multa per passaggio con il rosso
4.
Com'era Piacenza 50 anni fa: le foto aeree della Regione

