Desertificazione commerciale: a Piacenza in 10 anni sparite 300 attività
Redazione Online
|1 anno fa

Il deserto avanza. In città e in provincia, in dieci anni si è “mangiato” oltre 300 nuove attività in tutti i comuni del territorio. Ha seppellito i negozi di elettrodomestici e le macellerie, i distributori di carburanti e i negozi di abbigliamento.
Il quadro – dal sapore apocalittico ma dolorosamente reale – è quello dipinto da Confesercenti: il punto di inizio è un dossier che l’associazione a livello nazionale ha stilato fotografando la desertificazione commerciale in Italia. Da qui il direttore di Confesercenti provinciale, Fabrizio Samuelli, ha cercato di immortalare la situazione piacentina: dati alla mano, quelli della Camera di commercio dell’Emilia, la situazione è più che allarmante.
“Nel 2014 si contavano 1.588 nuove imprese in provincia – spiega Samuelli – al 30 settembre di quest’anno ce ne sono 1.241: siamo ulteriormente calati anche rispetto al 2023 quando se ne registravano 1.458. Se consideriamo il commercio, siamo passati da 245 a 120 attività: in pratica più che dimezzate. Diciamo che una riduzione così imponente ci preoccupa molto”.
Andando a vedere i settori più in sofferenza, quello che si nota è che ad esempio le aperture dei negozi di abbigliamento in dieci anni sono passate da 16 a 9, giornalai e librerie si sono azzerate, così come ortofrutta e panetterie.
Calano meno i bar e la ristorazione mentre crescono i saloni estetici (barbieri, parrucchieri ed estetiste).
Calano meno i bar e la ristorazione mentre crescono i saloni estetici (barbieri, parrucchieri ed estetiste).
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