«Sulla Parcellara l'unica notte di ferie prima di Tokyo»

Il campione di salto triplo piacentino Andrea Dallavalle si è finalmente lasciato alle spalle l’infortunio e sarà protagonista ai Mondiali

Corrado Todeschi
Corrado Todeschi
|9 giorni fa
Il salto agli Italiani Indoor che in inverno era valso a Dallavalle il titolo italiano, con tanto di nuovo record personale
Il salto agli Italiani Indoor che in inverno era valso a Dallavalle il titolo italiano, con tanto di nuovo record personale
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Il tendine del suo ginocchio non ha concesso tregua nel corso della stagione. Un’infiammazione talmente fastidiosa da impedirgli di difendere il titolo di campione italiano di salto triplo agli ultimi Assoluti di Caorle, dove Andy Diaz, con 16,66, ha tenuto vivo il fuoco delle Fiamme Gialle.
Ha ritrovato finalmente il sorriso il 25enne di Gossolengo dopo mesi piuttosto complicati anche per un veterano delle piste come il prodotto del vivaio dell’Atletica Piacenza.
«Il primo mese e mezzo dopo la diagnosi, sì, è stato realmente difficile. Soprattutto sul piano emotivo: si trattava di un contrattempo per il quale è difficile stabilire tempi di recupero precisi. E questo ha fatto si che subentrasse un po’ di scoramento. Fortunatamente il problema ora è risolto e posso concentrarmi sul mio obiettivo più immediato».
Chi l’ha aiutata in quel frangente?
«Ovviamente la mia famiglia che è sempre il supporto sul quale posso fare affidamento in ogni circostanza più dura. E tutta la mia squadra di lavoro, il mental coach Max Damioli compreso».
Il Mondiale di Tokyo (dal 13 al 21 settembre) sarà il palcoscenico del suo grande ritorno. Con quali ambizioni?
«Non posso fare previsioni, ma è chiaro che punto a migliorarmi sempre, ad ogni appuntamento. Riuscire a farlo realmente (il suo personale è di 17,35 centrato nel 2021, ndr), significherebbe ipotizzare un risultato importante, ma non posso proprio sbilanciarmi».
Jacobs per prepararlo è negli States. Dallavalle, invece?
«Io non ho abbandonato la mia Piacenza e con Ennio (Buttò, l’allenatore, ndr) abbiamo messo le tende al Dordoni. Non ci siamo concessi nemmeno un giorno di ferie, era troppo il lavoro da affrontare. Anzi no, mi sono concesso un solo giorno di riposo in questa estate così particolare: una notte speciale sulla Pietra Parcellara. Speriamo sia stata propiziatoria».