Tine Gabriella salta oltre i razzisti
La 17enne Dorothee ha vinto i Regionali Under 20 di triplo: «Nel nostro sport mai sentite frasi offensive, altrove sì...»

Michele Rancati
|1 mese fa

La vittoria di Tine Gabriella Dorothee ai Campionati regionali Under 20 indoor di salto triplo di domenica scorsa a Parma ha un significato che va oltre il semplice ambito sportivo.
Sia chiaro: il balzo perfetto a 11,24 metri, che è valso medaglia d’oro e record personale, rappresenta un risultato eccezionale e conferma la straordinaria crescita della 17enne dell’Atletica Piacenza, allenata da Piero Masarati e Filippo Cravedi.
Ma c’è qualcosa in più. E Tine, nonostante la giovane età, non ha paura di parlarne: «Non gareggio per prendermi la rivincita su nessuno, ma non ho problemi a dire che nella vita di tutti i giorni tanto io, quanto mia sorella, abbiamo a che fare con un razzismo strisciante che spesso fingiamo di ignorare. Non c’è bisogno di insulti espliciti per offendere una persona: se mi chiedi da dove provengo perché vedi il colore della mia pelle e ti rispondo “Piacenza”, perché sono nata e cresciuta qui, non devi guardarmi quasi incredulo e rifarmi la domanda. I miei genitori sono del Senegal, arrivati tanti anni fa, e si sono perfettamente inseriti. Mi hanno trasmesso valori molto forti, su loro consiglio da un po’ mi dichiaro “cittadina del mondo”, perché così mi sento. E le battutine cretine, “alla sera non ti si vede al buio”, possono forse far sorridere una volta, ma sentirle in continuazione stancano e alla fine sottintendono qualcos’altro. Io non sono mai stata bullizzata o esplicitamente discriminata, ma penso a chi ha un carattere meno forte del mio e può avere dei problemi anche solo per quella che sembra una stupidaggine».
Sia chiaro: il balzo perfetto a 11,24 metri, che è valso medaglia d’oro e record personale, rappresenta un risultato eccezionale e conferma la straordinaria crescita della 17enne dell’Atletica Piacenza, allenata da Piero Masarati e Filippo Cravedi.
Ma c’è qualcosa in più. E Tine, nonostante la giovane età, non ha paura di parlarne: «Non gareggio per prendermi la rivincita su nessuno, ma non ho problemi a dire che nella vita di tutti i giorni tanto io, quanto mia sorella, abbiamo a che fare con un razzismo strisciante che spesso fingiamo di ignorare. Non c’è bisogno di insulti espliciti per offendere una persona: se mi chiedi da dove provengo perché vedi il colore della mia pelle e ti rispondo “Piacenza”, perché sono nata e cresciuta qui, non devi guardarmi quasi incredulo e rifarmi la domanda. I miei genitori sono del Senegal, arrivati tanti anni fa, e si sono perfettamente inseriti. Mi hanno trasmesso valori molto forti, su loro consiglio da un po’ mi dichiaro “cittadina del mondo”, perché così mi sento. E le battutine cretine, “alla sera non ti si vede al buio”, possono forse far sorridere una volta, ma sentirle in continuazione stancano e alla fine sottintendono qualcos’altro. Io non sono mai stata bullizzata o esplicitamente discriminata, ma penso a chi ha un carattere meno forte del mio e può avere dei problemi anche solo per quella che sembra una stupidaggine».

L’atletica diventa così un’oasi di civiltà: «Mi ha molto aiutato, perché è un ambiente molto sano e meritocratico. Sano perché a nessuno è mai importato del colore della mia pelle o delle mie origini; meritocratico, soprattutto nei salti, perché dai il massimo e, se arrivi più lontano degli altri, vinci».
E Tine, passata dal nuoto all’atletica sono due anni fa, domenica ha sbaragliato tutti: «Un prof delle Medie aveva visto in me le caratteristiche di una saltatrice in lungo e mi ha indirizzato a questo sport. Ho trovato subito nell’Atletica Piacenza il posto ideale: società organizzata e persone eccezionali. Ho iniziato nel 2024 con il lungo, pian piano sono migliorata e ho aggiunto anche il triplo. La vittoria ai Regionali è stata quasi inaspettata, perché in inverno per ragioni logistiche possiamo fare solo pochi salti “veri” all’aperto e ci alleniamo nella palestra indoor, con la pista da 30 metri. I consigli e le metodologie degli allenatori sono state perfette, così sono riuscita a fare anche il record personale».
Per qualificarsi agli Italiani di triplo bisogna toccare gli 11,75, però: «Non so se ce li ho già nelle gambe, sicuramente mi sto allenando sodo per raggiungerli. Domenica sarò in pedana per i Regionali Assoluti, sarà un primo banco di prova. Senza mai abbandonare, almeno per il momento, anche il lungo».
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