Il piacentino Cogni nel cuore della Lancia tornata ai rally
Ex-pilota, da 10 anni telecronista a Sky e figlio d’arte, è il direttore sportivo del Trofeo monomarca: «La mia sfida più grande»
Paolo Gentilotti
|5 mesi fa

Un primo piano di Cogni in “maglia“ Lancia
Il fatto di crescere in una famiglia che si nutre di auto e computer, non rappresenta in sé la garanzia che questa sarà la strada della vita. Ma a volte succede, di sicuro è capitato a Gabriele Cogni, 37 anni abbondanti, una moglie spagnola e due figli, di 4 anni e cinque mesi. È ingegnere come papà Gianni e come lui adora i motori, nell’azienda di famiglia che produce software per Case come Lamborghini e Nissan e sulle strade dei rally: è stato pilota, così come il papà è stato ed è ai vertici del giornalismo automobilistico. Ma c’è un’altra cosa che li unisce: entrambi iscritti all’Albo dei giornalisti, con Gabriele che ormai da anni commenta le gare del Mondiale rally su Sky.
Ma la sua parabola non è finita. Da pochi mesi vesti altri panni importanti: quelli di direttore sportivo del “Trofeo Lancia”, che segna il ritorno del marchio prestigiosissimo alle competizioni fuori pista. «È un grande motivo d’orgoglio - attacca - essere stato chiamato in un ruolo così importante, all’interno di una Casa che ha fatto la storia dei rally, dai quali si era distaccata da quasi trent’anni. Stiamo rientrando a piccoli passi, ma i programmi sono ambiziosi». E non potrebbe essere altrimenti, visto quello scudetto sul cofano.
Ma la sua parabola non è finita. Da pochi mesi vesti altri panni importanti: quelli di direttore sportivo del “Trofeo Lancia”, che segna il ritorno del marchio prestigiosissimo alle competizioni fuori pista. «È un grande motivo d’orgoglio - attacca - essere stato chiamato in un ruolo così importante, all’interno di una Casa che ha fatto la storia dei rally, dai quali si era distaccata da quasi trent’anni. Stiamo rientrando a piccoli passi, ma i programmi sono ambiziosi». E non potrebbe essere altrimenti, visto quello scudetto sul cofano.

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