CurArte, il potere del bello come strumento di cura e consapevolezza
Protagonisti di questa attività gli studenti della classe 5° B del Romagnosi-Casali a indirizzo Servizi per la sanità e l'assistenza sociale
Gabriele Faravelli
|4 mesi fa

La cura del paziente avviene anche attraverso qualcosa di bello come l'arte, il cinema o la fotografia. Su questo concetto si basa CurArte, progetto startup di cittadinanza attiva promosso da Casa Clizia APS con il sostegno di Regione Emilia Romagna e Svep, in collaborazione con Ausl di Piacenza, associazione Puntoeacapo, Manicomics e Amop. Un percorso sperimentale che sta unendo studenti, pazienti oncologici e con disturbi dell'alimentazione e personale sanitario con l'obiettivo di integrare le arti-terapie nei contesti di cura.
Protagonisti di questa attività gli studenti della classe 5° B del Romagnosi-Casali a indirizzo Servizi per la sanità e l'assistenza sociale che hanno frequentato laboratori di arte terapia e che realizzeranno percorsi di cura integrata con i pazienti. Attraverso laboratori di cinema-terapia, arte-terapia e foto-terapia, condotti da Romina Bagatin, Elisa Dosi e Sarah Patanè, il progetto coinvolge gli studenti dell’istituto Romagnosi–Casali di Piacenza, i pazienti oncologici e quelli con disturbi dell’alimentazione, ma anche operatori sanitari e volontari, in un cammino condiviso durante il quale i partecipanti potranno sperimentare il potere dell’arte come strumento di cura e consapevolezza.
Tra novembre e aprile le arti terapie entreranno in Oncologia e a Casa Lilla, centro dedicato ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Gli studenti affiancheranno i pazienti in laboratori artistici per aiutarli a rielaborare le proprie emozioni e a ritrovare energia vitale. È un progetto corale, che verrà documentato passo dopo passo dal collettivo di filmmaker NŌ Studio, autore di un video-reportage finale.
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