T-shirt dialettali a fin di bene: «Già a un terzo del cammino»
Accelera l’iniziativa congiunta Bulla-Editoriale Libertà-Australian per aiutare i due Hospice piacentini, Croce Bianca e Croce Rossa
Gabriele Faravelli
|38 giorni fa

Da sinistra Francesco Botteri, Valter Bulla, Sergio Fuochi, Nicola Parenti e Isotta Parenti - FOTO FARAVELLI
Siamo a un terzo del totale per quel che riguarda la vendita delle magliette targate Bulla, Gruppo Editoriale “Libertà” e Australian, uno stock che come da tradizione ha la particolarità di esibire motti in dialetto piacentino, modi di dire che usiamo ancora abitualmente, accompagnate dalle simpatiche illustrazioni del disegnatore Giovanni Freghieri.
Una bella “accelerata” a questo progetto di solidarietà lo ha dato la Paver Costruzioni della famiglia Parenti che ha acquistato uno stock di 50 t-shirt, consegnate ieri pomeriggio nella sede della ditta da Valter Bulla accompagnato da Sergio Fuochi, presidente della Fondazione “La Casa di Iris” dell’Hospice di Piacenza e da Francesco Botteri di Asp Azalea per l’Hospice di Borgonovo. La quarta edizione di questa iniziativa ha infatti visto la realizzazione di 2mila t-shirt che i piacentini potranno acquistare nei negozi di Bulla Sport e in alcune manifestazioni organizzate in provincia, con l’obiettivo di raccogliere 40mila euro che saranno così ripartiti: 15mila a testa ai due Hospice e 5mila a testa a Croce Bianca e a Croce Rossa.
«Siamo davvero orgogliosi di poter fare parte di questa manifestazione di solidarietà – ha detto Nicola Parenti, presidente di Paver Costruzioni – il fine è nobile e tutte le realtà aiutate sono davvero importanti per il nostro territorio». Doverosi i ringraziamenti da parte di Botteri e di Fuochi, che hanno sottolineato «quanto siano determinanti i sostegni delle aziende locali quando si parla di aiutare il prossimo, ci auguriamo che altre realtà seguano l’esempio di Paver per arrivare all’obiettivo finale».
Le magliette sono ancora disponibili in cinque tipologie con altrettante frasi in dialetto: “T’è bèll cmè ‘l sul” e la variante al femminile “T’è bèlla cmè ‘l sul”, “At l’äva ditt, vula bass e schiva i sass”, “Fa ballä l’occ” e “Sta sö da doss”.
«Ne abbiamo fatte 2mila, per il momento siamo arrivati a venderne un terzo e ci sono dunque altri due terzi da poter acquistare – ha spiegato Bulla – rispetto agli altri anni abbiamo allargato il giro della solidarietà coinvolgendo ben quattro realtà da sostenere, speriamo di riuscire nell’intento».