Parti in acqua, traguardo delle duemila nascite

All'interno dell'Ausl di Piacenza, questa modalità si inserisce in un approccio orientato all'umanizzazione del percorso nascita, capace di mettere al centro la donna, il neonato e la famiglia

Gabriele Faravelli
|5 giorni fa
Parti in acqua, traguardo delle duemila nascite
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Traguardo importante per l'ospedale di Piacenza dove sono state raggiunte 2.000 nascite in acqua da quando, nel 2003, sono state attivate le vasche in sala parto: un traguardo che racconta un modello assistenziale cresciuto anno dopo anno, fondato sull'attenzione alla fisiologia, al benessere materno e alla sicurezza del neonato, offrendo alle donne una possibilità in più di vivere il parto in modo consapevole, rispettoso e partecipato. La nascita in acqua rappresenta da anni una scelta possibile per le donne con gravidanza a basso rischio che desiderano affrontare il travaglio e la nascita in un contesto che favorisce il rilassamento, riduce la percezione del dolore e valorizza i tempi naturali del corpo.
All'interno dell'Ausl di Piacenza, questa modalità si inserisce in un approccio orientato all'umanizzazione del percorso nascita, capace di mettere al centro la donna, il neonato e la famiglia.
«Raggiungere il traguardo delle 2000 nascite in acqua è stato un momento molto significativo per tutte noi - ha raccontato Daniela Russo, coordinatrice di Ostetricia e Sala parto - in questi anni abbiamo investito nella formazione e nella pratica clinica per supportare al meglio le mamme in uno dei momenti più delicati e affascinanti della loro vita, accompagnandole con competenza, rispetto e attenzione alle loro scelte».
Le vasche sono attive dal 2003. Nel 2020, in seguito a un importante intervento di ristrutturazione delle sale parto, la prima vasca è stata rimossa e sostituita con due nuove vasche, progettate per garantire comfort, sicurezza e qualità assistenziale, contribuendo a creare un ambiente accogliente e protetto per il momento della nascita.
«Il traguardo delle 2000 nascite in acqua è un risultato importante, di cui siamo molto fieri - ha spiegato Renza Bonini, direttore Ostetricia e Ginecologia e dei Consultori familiari dell'Ausl di Piacenza - questa modalità rispetta profondamente la fisiologia: l'acqua calda favorisce il rilassamento e accompagna in modo naturale il travaglio. È un approccio che valorizza l'umanizzazione dell'assistenza, anche grazie al coinvolgimento attivo dei papà, che possono essere presenti, sostenere la partner e vivere in modo più diretto e consapevole l'esperienza della nascita. La sicurezza è sempre garantita da monitor specifici utilizzabili in acqua, che permettono di controllare costantemente il benessere del bambino».
Accanto all'esperienza clinica, il percorso dell'Ausl di Piacenza è supportato anche dalla ricerca scientifica. Nei mesi scorsi è stata pubblicata una ricerca che ha analizzato gli esiti materni e neonatali delle nascite in acqua al punto nascita di Piacenza. Lo studio, coordinato dal Dipartimento Salute donna, infanzia e adolescenza diretto dal professor Giacomo Biasucci, è stato pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Biomedical Practitioners.
I risultati confermano che, in strutture adeguatamente organizzate e con personale formato, la nascita in acqua può essere integrata in modo sicuro nei percorsi assistenziali. L'analisi degli esiti materni e neonatali, nei casi a basso rischio, supporta questa pratica come un'opportunità aggiuntiva per un percorso nascita consapevole, rispettoso e centrato sui bisogni delle donne e delle loro famiglie.