Forno San Lorenzo, il sogno si realizza: l'impastatrice la regala Bulla

Ieri da Campremoldo l’appello su Libertà, subito raccolto dall’imprenditore

Cristian Brusamonti
|5 ore fa
Rinasce il forno San Lorenzo a Campremoldo Sotto
Rinasce il forno San Lorenzo a Campremoldo Sotto
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Non è durata neanche 24 ore l’attesa per vedere esaudita la loro richiesta. C’è chi la chiama provvidenza, chi semplicemente umanità: i parrocchiani di Campremoldo Sotto - una chiesa dedicata a San Lorenzo e una manciata di case nella campagne di Gragnano - potranno avere una nuova impastatrice automatica per produrre velocemente il loro pane, da distribuire per raccogliere offerte per le famiglie bisognose.
A pensarci è l’imprenditore piacentino Valter Bulla che, ieri, ha raccolto subito l’appello lanciato attraverso Libertà. Proprio nell’edizione di ieri vi abbiamo raccontato come a Campremoldo Sotto pochi volenterosi - la famiglia Segalini e don Alessandro Ponticelli in primis - si siano dati da fare per riavviare il vecchio forno a legna parrocchiale, costruito nel 2007 e da troppo tempo ormai spento.
L’idea è semplicissima e, quindi, di successo: cucinare il pane da distribuire, due o tre volte al mese, al temine delle messe del sabato pomeriggio e della domenica mattina a Campremoldo Sotto, al santuario del Pilastro, a Gragnano e presto anche a Campremoldo Sopra. Il ricavato, sotto forma di offerta, va a finanziare in parte la stessa parrocchia (caleranno i fedeli ma non le bollette da pagare) e in parte la Caritas locale, che riempie borse di generi alimentari per le famiglie del territorio che si trovano in difficoltà.
L’iniziativa, grazie al passaparola, ha riscosso subito grande successo: il pane è andato a ruba e questo richiede ora uno sforzo in più da parte dei volontari “panificatori”, che hanno lanciato un’appello per dotare il “forno San Lorenzo” di una nuova grande impastatrice.
A volte chiedere non fa male, specialmente se si fa tutto a fin di bene: così ieri mattina Valter Bulla, commerciante che quando c’è da fare beneficenza non si tira mai indietro, si è messo a disposizione dei parrocchiani per finanziare completamente l’acquisto dell’impastatrice. «Appena ho letto la notizia su Libertà alle 5 del mattino, non stavo più nella pelle: non vedevo l’ora di poter telefonare per dare il mio contributo» spiega Bulla, cittadino onorario di Piacenza.
«Anche se non ho rapporti diretti con Gragnano, ho letto di questa esigenza e sono ben contento di poter fare la mia parte. Più che ringraziare noi, la gente dovrebbe ringraziare queste persone che si danno da fare per chi ha bisogno. Quella del forno è una notizia bellissima, che va sostenuta». Servono intanto altri volontari per impastare: chissà che anche in questo caso qualcuno risponda all’appello.