«Ero meccanico oggi cameriere, lavorare in estate non mi pesa»

C’è chi, come Alessandro Bazzini, non sa cosa siano Ferragosto o domenica a casa. L’aiuto cuoca Grazia Tavella: «I sacrifici? Si fanno...»

Leonardo Chiavarini
|11 giorni fa
Alessandro Bazzini e Grazia Tavella a Rivergaro
Alessandro Bazzini e Grazia Tavella a Rivergaro
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“Cosa fai a Ferragosto?” è un po’ la versione estiva di “Hai organizzato per Capodanno?”. Certe persone, però, non hanno dovuto pensare granché a cosa rispondere alla fatidica domanda che si avvicina ogni metà estate: ogni anno, per loro, gite e vacanze nella giornata del 15 restano un lontano miraggio e la risposta arriva semplice e cristallina. «Lavoro ».
Infatti, oltre a mestieri di presidio, essenziali per la salute e la sicurezza, (pensiamo a medici, infermieri, farmacisti, forze dell’Ordine, Protezione civile, volontari del soccorso, ma anche agli operai, ai movieri sulla Statale 45 e a tanti altri professionisti) non sono pochi i lavoratori che, durante la settimana di Ferragosto alle nostre spalle, sono stati all’opera, pronti a offrire un servizio ai piacentini rimasti in città e provincia. Bar, ristoranti, pizzerie, impianti sportivi e piscine hanno contribuito a colmare il vuoto di questi giorni tra il grigio, l’afa e le strade semideserte, ahimè a troppi chilometri dalla brezza del mare.
«Per noi del mondo della ristorazione, abituati a lavorare nei festivi, il giorno della Madonna d’Agosto non è molto diverso dagli altri», spiega Alessandro Bazzini, cameriere del ristorante Bellaria di Rivergaro. «Certo, lavorare quando la maggioranza delle persone è in ferie non è una passeggiata, ma rappresenta comunque una parte integrante di questo mestiere e a me non pesa troppo. Anche perché a differenza del Natale, ad esempio, a Ferragosto si sente un po’ meno la necessità di trascorrere del tempo con la famiglia o con gli amici». Per Alessandro, l’interazione con i clienti è la linfa della quotidianità lavorativa: qualcosa che strappa più di un sorriso, anche durante la festa estiva. « Prima, per me quello del cameriere era un secondo lavoro – dice – ma da un po’ di tempo a questa parte ho scelto di far-ne la mia professione a tutti gli effetti. In precedenza, ho lavorato come meccanico e mi capitava di trascorrere intere ore da solo con le macchine. Certo, se avessi continuato, per Ferragosto sarei stato a casa in ferie. Ma non tornerei indietro. Ho fatto questa scelta, perché mi piace il lavoro di sala, che comporta l’interazione con i clienti. Un aspetto che mi fa vivere con entusiasmo le giornate, persino quelle che sono più intense per noi e di festa per tutti gli altri».
Sia in sala che in cucina, questo lungo fine settimana d’agosto è stato a dir poco movimentato per tutti i professionisti della ristorazione. A raccontarcelo da dietro i fornelli, c’è anche Grazia Tavella, aiuto cuoca del ristorante Bellaria. « Il Natale resta la festività in cui lavorare pesa un po’ di più, specie se si ha famiglia – dice – ma fa parte dei sacrifici che si fanno. Il Ferragosto e i giorni vicini, invece, sono meno sentiti da quel punto di vista. La difficoltà è più legata al caldo, specie se si lavora con pentole e fornelli, ma c’è anche da dire che i clienti di questi giorni sono stati più rilassati: per loro era comunque un periodo di festa. Per noi, invece, è parte del gioco e della volontà di renderli contenti, cercando di fare al meglio il nostro mestiere – continua Grazia –. In fondo, sai che inizi un po’ prima e che magari può capitare che il servizio duri un po’ di più, ma per il resto Ferragosto e affini sono giornate di lavoro come le altre».