In Duomo l'Annunciazione contemporanea di Callegari
Il performer poetico, visivo e teatrale piacentino espone una parte del complesso lavoro concettuale, multidisciplinare, Affordance all’altare della Madonna del popolo
Redazione Online
|13 giorni fa

Un particolare dell'installazione contemporanea
L’Annunciazione è una, ma la Cattedrale di Piacenza, nel mese mariano agostano, ne ospita ben tre. Il mito liturgico resta unico e irripetibile, ma tre sono le interpretazioni artistiche di Edoardo Callegari, performer poetico, visivo e teatrale piacentino, che dopo il passaggio della mostra poliespressiva dal titolo Affordance, presentata durante il giugno scorso dalla galleria Biffi del capoluogo emiliano, espone una parte del complesso lavoro concettuale, multidisciplinare, presso l’altare della Madonna del popolo sotto le volte della locale chiesa madre, per tutto il mese di agosto, appunto.
Due monitor riproducono la sequenza esatta della fecondazione di un ovocita, con le microscopiche e spettacolari emissioni di luce del fenomeno dovute alle reazioni dello zinco. In rapida successione si alternano poi le tre annunciazioni che articolano il discorso poetico dell’artista, forgiato su riflessioni etico filosofiche attorno al rapporto contemporaneo tra umanesimo e transumanesimo, carnalità e spiritualità. Appare l’Angelo della Annunciazione di Simone Martini del Polittico Orsini, che pronuncia un ipotetico articolo primo di una nuova Costituzione italiana, risultato semantico e antropologico di tradizioni ebraica, latina e islamica: “Y TAL YA’ Isola della rugiada divina fondata sulla pura nominatio di spirito divino, libero e clemente”. Il testo è scritto a caratteri trecenteschi come se fosse composto da Beato Angelico, o da Simone Martini.
La narrazione video prosegue a questo punto nelle alternanze delle tre annunciazioni: la prima mostra una adolescente filante in un lungo abito dorato, con il riferimento alle grandi mistiche della tradizione cattolica. La seconda scena esibisce la giovane specchiata nella sua stessa maturità, con l’allusione all’annunciazione angelica con la madre di Maria, Anna. Infine, nell’ultima immagine, le due donne della Visitazione, in bianco e oro, metafisicamente rappresentano i primi due versi della preghiera Mariana.
“Attraverso video, arte, installazioni, sculture in vetro, performance e fotografia unita all’arte del ricamo”, commenta Callegari, “si compone uno spazio di contemplazione in cui il limite intrinseco che il digitale deve affrontare per comprendere se stesso, è superato dall’oracolo, in cui in una contemporaneità che sollecita l’unione dell’uomo e della tecnologia, si afferma che l’unica cosa a cui l’uomo ha la dignità di ibridarsi sia il divino. L’uomo è l’oracolo del digitale”. È questa, infatti, la cifra di comunicazione artistica e poetica di Callegari: l’indagine e la scoperta – ovvero la nuova dote profetica concessa all’umanità, appunto – della nuova relazione, ormai intrinseca, tra l’umano, il divino e l’inedita mediazione attuale dell’artificiale intelligente (IA).
La mostra di giugno, da cui proviene l’estratto in sunto oggi esposto nella cattedrale, presentava infatti una complessità di elementi rappresentativi, a cominciare da una inedita interpretazione del più importante reperto di divinazione conosciuto dagli albori della nostra civiltà italiana: il fegato etrusco, custodito presso i Musei Civici di Piacenza, riprodotto da Callegari in vetro di Murano, in collaborazione con il prestigioso Studio Berengo, in Murano. Lo spiega Maria Grazia Sabato, consigliera della Fondazione di Piacenza e Vigevano, che ha collaborato con Callegari alla realizzazione della mostra: “Il fegato in vetro di Murano esposto in Affordance rappresenta un simbolo potente che va oltre la dimensione locale: è un gesto culturale che interroga l’umanità, in un dialogo tra l’arte contemporanea ed un reperto unico al mondo”. Susanna Gualazzini, curatrice della Galleria Biffi arte che ha ospitato la mostra piacentina, pone l’accento sull’equilibrio installativo: “Ogni opera ha una sua identità compiuta. Il fegato spicca per potenza visiva e concettuale, ma tutte le installazioni sono pensate come nodi interdipendenti di un percorso coerente e immersivo”.
Affordance segna l’inizio anche di una collaborazione artistica tra Callegari e il regista venezuelano Rafael Marziano, che da un paio di anni vive a Piacenza, si è ottimamente inserito nel contesto artistico e culturale piacentino portando vivacità, visione e innovazione e che ha contribuito alla realizzazione dell’installazione video dedicata all’Annunciazione, traducendo in un linguaggio di luce il concept dell’artista. "Con Edoardo abbiamo collaborato immediatamente in grande sintonia. - dice Marziano - Sono rimasto subito profondamente colpito dal suo progetto, e mi sono adoperato per tradurre anche tecnicamente in modo adeguato e opportuno il suo linguaggio poetico e le sue suggestioni.”