Fra caserme, ginnastica e scuola: gli undici anni di Arpino a Piacenza

Dall’archivio del Gioia le pagelle del ginnasio dello scrittore che visse a lungo nella nostra città, seguendo il padre militare di carriera

Filippo Lezoli
|29 giorni fa
Pagelle Arpino lezoli
Pagelle Arpino lezoli
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Ci sono destini che camminano insieme per qualche tempo, poi prendono diverse destinazioni. Quelli di Giovanni e di Piero si sono accompagnati per un paio di stagioni all’inizio degli anni Quaranta, al principio dell’adolescenza di due ragazzi che frequentavano le aule del Liceo Melchiorre Gioia. Per il secondo la linea del tempo si fermerà poco dopo, per l’altro si allungherà inoltrandosi sui pendii della letteratura, facendolo diventare uno dei più importanti scrittori italiani del Novecento. È il fascino degli archivi, dove memorie mute, faldoni contenenti pagine ingiallite e polverose, sequenze di numeri e annotazioni a mano, date e nomi, una volta riesumati prendono voce, cominciano a respirare, a parlare intrecciando storie.
arisa Cogliati è una professoressa del liceo. È lei che dagli scaffali dell’archivio storico del Gioia estrae la cartella che tiene rilegati documenti chiusi per decenni. «L’ho trovato» dice. «Legga qui: Giovanni Arpino». Lo scrittore nato a Pola, in Istria, ha frequentato il Gioia negli anni Trenta, dove trascorre undici anni di scuola, a cominciare dalla prima elementare. Chi ha letto “L’ombra delle colline”, il romanzo con il quale Arpino vinse il Premio Strega nel 1964, di quel ritrovamento non resta affatto sorpreso. Troppo attente e sensibili, nel senso di vive ai sensi, le parole che Arpino spende per la nostra città, guardata con meraviglia e timore da un allora giovane uomo.
Non avrebbero potuto essere ricordi di riporto, di altri. Perché Piacenza? Città di caserme, chiese e postriboli la nostra, così vuole la vulgata. Ma per questa vicenda ci si può accontentare delle prime. Il padre era infatti un militare di carriera. Per questa ragione il figlio nasce a Pola, dove Tomaso Arpino, di Gaeta, era di stanza in quel 1927. Si trasferisce poi a Novi Ligure e a Saluzzo, avvicinandosi al luogo di origine della moglie Maddalena Berzia, originaria di Bra, in Piemonte, ma il ruolo assunto come padrino in un duello gli costa il trasferimento al Distretto militare di Piacenza. Così la famiglia, per effetto di un evento da romanzo, arriva a Piacenza nel 1932. Giovanni ha cinque anni. Al Gioia frequenta elementari e medie: di queste ultime restano tracce in archivio. 
Archivio del liceo Gioia - FOTO FILIPPO LEZOLI
Archivio del liceo Gioia - FOTO FILIPPO LEZOLI
Giovanni Arpino
Giovanni Arpino