A scuola in bicicletta, ma servono rastrelliere e nuove aree di sosta
La proposta arriva dai mobility manager degli istituti, per rendere la città a misura di due ruote
Elisabetta Paraboschi
|6 giorni fa

romagnosipiacenza 10 gennaio 2002 avviamento scuola istituto romagnosi ( foto cravedi )
La mobilità sostenibile infiamma anche le scuole. Fra le richieste ci sono maggiore chiarezza per gli interlocutori a cui rivolgersi e anche più coinvolgimento, la creazione di «strade scolastiche» chiuse al traffico veicolare e un uso dei cortili interni a portata di bici.
La mappa del parcheggio difficile (a volte impossibile) delle biciclette, pubblicata l’altro giorno da Libertà, ha dato il via a un dibattito che coinvolge anche gli istituti scolastici e gli insegnanti referenti della mobilità: se ne fa portavoce Alberto Rossi, mobility manager dell’istituto Romagnosi. È lui a mettere sul piatto le diverse questioni: «Premesso che la mobilità sostenibile anche in ambito scolastico è un tema complesso, soprattutto per le scuole superiori non è sempre chiaro con chi si debba parlare relativamente a queste questioni - spiega - nel caso specifico del Romagnosi lo vediamo in merito al cortile interno: tutti i documenti progettuali che trattano di mobilità invitano a un uso più sostenibile dei cortili interni delle scuole. Anche nel nostro sarebbe auspicabile che fossero implementati i parcheggi e le rastrelliere per le biciclette, che ad oggi non ci sono. Sarebbe fondamentale trovare una quadra con gli enti istituzionali per individuare alcuni luoghi adibiti al parcheggio delle bici, sia al Romagnosi ma non solo».
Il punto di vista non è però solo quello del Romagnosi: «La rete dei mobility manager scolastici nasce con l’obiettivo di un’interlocuzione fattuale e concreta con le amministrazioni sul tema della mobilità - fa presente - sarebbe importante rafforzarla e allo stesso modo sarebbe fondamentale che venisse finalmente creato quel tavolo permanente della mobilità ciclistica previsto dal Biciplan».
Diverse sono le proposte espresse da Rossi e condivise dagli altri mobility manager per rendere la mobilità cittadina a misura di bici: «Optare per le rastrelliere «modello Verona» come quelle di via Negri o ad archetto: sono già state più volte chieste all’amministrazione comunale e sono previste nel Biciplan - spiega il professore - implementare le strade scolastiche chiuse al traffico in determinati momenti della giornata. Poi è stato chiesto anche uno spazio virtuale dedicato alla mobilità sostenibile all’interno del sito del Comune di Piacenza, oltre a un monitoraggio attento delle situazioni critiche. Un esempio? In via Piatti con l’ingresso delle scuole Dante e Casali si creano degli ingorghi stradali ampi in alcune ore della giornata».