Elezioni a Zerba, due candidati per il comune più piccolo della regione
Redazione Online
|1 anno fa

Chiudiamo oggi, con la sensazione di toccare letteralmente il “tetto” dell’Appennino, i confronti di Libertà che hanno attraversato 28 Comuni chiamati a rinnovare sindaci e consigli. Siamo a Zerba, dove torna a proporsi agli elettori l’ex sindaca Claudia Borrè, questa volta sfidata dal candidato Giovanni Razzari. Chi pensa che nel più piccolo comune della regione la competizione sia tutta finta, beh, sbaglia e di grosso: tensione e emozione – sono esattamente uguali a quelle delle metropoli. Il risultato si gioca letteralmente su un pugno di voti: gli elettori sono infatti 118, ma bisogna tener conto degli iscritti all’anagrafe dei residenti all’estero (11 in Europa e 43 al di fuori dell’Europa). È un paese dunque con tanti abitanti quanti un condominio. Ed è già caso.
LE DOMANDE
1 Candidati, ha senso un comune con 70 residenti? In passato si parlò di fusione
con Cerignale e Ottone, poi l’idea non decollò. Lei cosa ne pensa?
2 Sa quanto costa un km di asfalto? Come garantire la cura delle tante
strade pur con un bilancio da piccolo comune montano?
3 La Valboreca è bella, è turismo. Ci dica un progetto concreto a riguardo, quello
cui tiene di più e su cui iniziera’ lavorare da martedì…
con Cerignale e Ottone, poi l’idea non decollò. Lei cosa ne pensa?
2 Sa quanto costa un km di asfalto? Come garantire la cura delle tante
strade pur con un bilancio da piccolo comune montano?
3 La Valboreca è bella, è turismo. Ci dica un progetto concreto a riguardo, quello
cui tiene di più e su cui iniziera’ lavorare da martedì…
4 Zerba comune più piccolo della regione e anche tra i più “anziani” d’Italia. Ma come sostenere questa delicata fascia di età?
5 Qual è il suo luogo del cuore nel territorio, e perché? E ancora; per quale motivo una
persona dovrebbe vivere a Zerba? Lanci pure uno “spot”
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GIOVANNI RAZZARI
1 «Nell’Unione dei Comuni alte valli Trebbia e Luretta molti servizi sono stati già accorpati negli ultimi anni, ad esempio la Protezione civile e i servizi sociali. Unire le forze significa di certo a mio avviso avere più peso nei confronti degli enti preposti. In passato questo progetto non è stato realizzato, con la conseguente perdita di finanziamenti, ma non è detto che in futuro la posizione non possa essere rivista. Dare vita ad un progetto di fusione e di sinergia, infatti, non significa perdere la nostra identità ma potrebbe rivelarsi invece un’opportunità per spalmare costi, risorse e anche per cogliere nuove opportunità nel campo ad esempio dello sviluppo economico e turistico».
2 «Ovviamente sono a conoscenza dei costi; prima di decidere di candidarmi a sindaco mi sono ampiamente documentato sulle sfide che, se eletto, dovrò affrontare. Purtroppo questo punto ci ricollega a quanto detto sopra e cioè che i piccoli Comuni – gli stessi che hanno scelto tempo fa di non fondersi – hanno certamente più difficoltà nella gestione delle manutenzioni, ma credo sia proprio in questi frangenti che emerga la capacità di un amministratore. È necessario ottimizzare le risorse, evitare gli sprechi e soprattutto fare rete. Solo in questo modo sarà possibile una gestione puntuale ed efficace della “cosa pubblica”».
3 «Vorremmo realizzare un “Museo diffuso”, attraverso l’installazione di un’essenziale cartellonistica, anche con rimandi a contenuti multimediali audio-video, che connetta la rete dei sentieri, la storia e il patrimonio immateriale che caratterizzano Zerba e le sue frazioni, dal punto di vista etnografico e naturalistico. Vogliamo creare una narrazione che sia risorsa culturale e di memoria per coloro che qui hanno le proprie radici e per i viaggiatori di passaggio, compiendo un’azione che valorizzi e comunichi l’unicità e l’identità delle nostre terre, del nostro passato e del nostro presente».
4 «Soprattutto nelle piccole realtà come la nostra è importante far sentire la vicinanza della pubblica amministrazione alle persone fragili e alle persone anziane. I nostri progetti prevedono la realizzazione di un presidio costante medico sanitario e la messa a disposizione di un mezzo comunale per gli spostamenti necessari all’acquisto beni di necessità (alimentari e medicinali). A Zerba manca un luogo di aggregazione; sarà quindi riqualificata un’area del palazzo comunale e sarà messa a disposizione della popolazione come spazio ricreativo e di aggregazione».
5 «Sono numerosi i siti che mi hanno lasciato qualcosa di magico; il più speciale per me, però, è la costa del Gazzo. La vedete delinearsi roccia e pineta a far da spartiacque con la Valtrebbia. Da lassù si ha una vista completa e meravigliosa. In particolare ricordo quando noi bambini ci recavamo là per vedere se arrivava la corriera, che allora c’era; quando abbiamo assistito al passaggio del Giro d’Italia sulla Statale 45, eravamo così emozionati… Vivere a Zerba per chi non ha radici consolidate è una scelta difficile ma non irrealizzabile, alcuni esempi recenti testimoniano che è possibile. Bisogna crederci!».
CLAUDIA BORRE’
1 « Ha senso mantenere la propria identità territoriale, certo, ma non si deve escludere a priori un progetto come quello di fusione, soprattutto in una terra d’Appennino come la nostra. Piccolo è bello, ma se insieme si può fare meglio – e di più ci si deve pensare seriamente. La fusione tra Comuni è a mio avviso uno studio da rivalutare e riprendere, anche alla luce dei cambiamenti che sono subentrati negli anni. Penso ai problemi che potrebbero essere così affrontati con le risorse e le possibilità che ne potrebbero derivare. Penso che la fusione sia una prospettiva da mettere al centro di una discussione corale, partecipata cioè dall’intera comunità ».
2 « L’asfalto? Ora ha un costo davvero alto, causa rincari, e qui aumenta ancora di più per la lontananza dagli impianti di produzione. Credo sia tra i venti e i venticinque euro al metro quadrato, ma questo non può e non deve ostacolare la manutenzione delle nostre strade, vitali per la Valboreca. Garantire una buona viabilità è infatti fondamentale per un comune montano. La ripartizione corretta delle risorse con una visione completa delle priorità deve essere aiutata e speriamo non ostacolata dai tagli alle entrate degli enti locali. Occorre sapere chiedere, progettare ed investire con intelligenza. Da sempre in montagna abbiamo lottato per mantenere i servizi primari con poche risorse. Continueremo a farlo sempre».
3 « Dobbiamo valorizzare un territorio unico e stupendo recuperando gli antichi sentieri e provvedendo alla manutenzione e alla promozione dei nostri borghi antichi, rurali. Vogliamo creare rete con i comuni vicini e portare escursionisti, famiglie, ragazzi e bambini alla riscoperta della storia e della nostra natura, che qui è davvero come un “libro” da sfogliare. Penso che iniziative culturali mirate e percorsi anche enogastronomici da rivalutare siano il primo passo, in continuità».
4 «Dobbiamo puntare tanto ai servizi alla persona, incrementando e migliorando sempre di più i servizi di prossimità, “vicini” al cittadino. La persona è al centro del nostro programma e in collaborazione con gli enti sociosanitari intendiamo subito potenziare l’assistenza infermieristica domiciliare; vogliamo attivare un servizio di infermiere di comunità, un servizio di custode solidale e di taxi sociale, già gestito dall’Unione montana alte valli Trebbia e Luretta. Per fortuna abbiamo due bambini piccoli, nel nostro territorio, che ci danno speranza per il futuro. Anche per sostenere la fascia di età più avanzata, occorre riportare giovani e adulti nei nostri paesi».
5 « Il monte Lesima è il mio luogo del cuore e – lo ammetto – mi fa da sempre un po’ da faro. Questo perché lo vedi dalla pianura, dalla Statale 45 e quando lo avvisti sai che stai ormai arrivando a casa. Il Lesima è passeggiate e mangiate in compagnia, è festa d’agosto, è funghi e lamponi. Ed è voglia di una comunità che racconta le tue stesse storie, con cui crearne di nuove da raccontare a chi arriva. Vivere nella nostra isola tra i monti è stupendo; vede, basta affacciarsi alla finestra per avere la risposta a questa domanda. Nei nostri paesi anche se si è in pochi non si è mai soli e questo fa superare tante difficoltà; fa sì che si possa vivere bene, in un ambiente spettacolare. E salubre».
5 Qual è il suo luogo del cuore nel territorio, e perché? E ancora; per quale motivo una
persona dovrebbe vivere a Zerba? Lanci pure uno “spot”
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GIOVANNI RAZZARI
1 «Nell’Unione dei Comuni alte valli Trebbia e Luretta molti servizi sono stati già accorpati negli ultimi anni, ad esempio la Protezione civile e i servizi sociali. Unire le forze significa di certo a mio avviso avere più peso nei confronti degli enti preposti. In passato questo progetto non è stato realizzato, con la conseguente perdita di finanziamenti, ma non è detto che in futuro la posizione non possa essere rivista. Dare vita ad un progetto di fusione e di sinergia, infatti, non significa perdere la nostra identità ma potrebbe rivelarsi invece un’opportunità per spalmare costi, risorse e anche per cogliere nuove opportunità nel campo ad esempio dello sviluppo economico e turistico».
2 «Ovviamente sono a conoscenza dei costi; prima di decidere di candidarmi a sindaco mi sono ampiamente documentato sulle sfide che, se eletto, dovrò affrontare. Purtroppo questo punto ci ricollega a quanto detto sopra e cioè che i piccoli Comuni – gli stessi che hanno scelto tempo fa di non fondersi – hanno certamente più difficoltà nella gestione delle manutenzioni, ma credo sia proprio in questi frangenti che emerga la capacità di un amministratore. È necessario ottimizzare le risorse, evitare gli sprechi e soprattutto fare rete. Solo in questo modo sarà possibile una gestione puntuale ed efficace della “cosa pubblica”».
3 «Vorremmo realizzare un “Museo diffuso”, attraverso l’installazione di un’essenziale cartellonistica, anche con rimandi a contenuti multimediali audio-video, che connetta la rete dei sentieri, la storia e il patrimonio immateriale che caratterizzano Zerba e le sue frazioni, dal punto di vista etnografico e naturalistico. Vogliamo creare una narrazione che sia risorsa culturale e di memoria per coloro che qui hanno le proprie radici e per i viaggiatori di passaggio, compiendo un’azione che valorizzi e comunichi l’unicità e l’identità delle nostre terre, del nostro passato e del nostro presente».
4 «Soprattutto nelle piccole realtà come la nostra è importante far sentire la vicinanza della pubblica amministrazione alle persone fragili e alle persone anziane. I nostri progetti prevedono la realizzazione di un presidio costante medico sanitario e la messa a disposizione di un mezzo comunale per gli spostamenti necessari all’acquisto beni di necessità (alimentari e medicinali). A Zerba manca un luogo di aggregazione; sarà quindi riqualificata un’area del palazzo comunale e sarà messa a disposizione della popolazione come spazio ricreativo e di aggregazione».
5 «Sono numerosi i siti che mi hanno lasciato qualcosa di magico; il più speciale per me, però, è la costa del Gazzo. La vedete delinearsi roccia e pineta a far da spartiacque con la Valtrebbia. Da lassù si ha una vista completa e meravigliosa. In particolare ricordo quando noi bambini ci recavamo là per vedere se arrivava la corriera, che allora c’era; quando abbiamo assistito al passaggio del Giro d’Italia sulla Statale 45, eravamo così emozionati… Vivere a Zerba per chi non ha radici consolidate è una scelta difficile ma non irrealizzabile, alcuni esempi recenti testimoniano che è possibile. Bisogna crederci!».
CLAUDIA BORRE’
1 « Ha senso mantenere la propria identità territoriale, certo, ma non si deve escludere a priori un progetto come quello di fusione, soprattutto in una terra d’Appennino come la nostra. Piccolo è bello, ma se insieme si può fare meglio – e di più ci si deve pensare seriamente. La fusione tra Comuni è a mio avviso uno studio da rivalutare e riprendere, anche alla luce dei cambiamenti che sono subentrati negli anni. Penso ai problemi che potrebbero essere così affrontati con le risorse e le possibilità che ne potrebbero derivare. Penso che la fusione sia una prospettiva da mettere al centro di una discussione corale, partecipata cioè dall’intera comunità ».
2 « L’asfalto? Ora ha un costo davvero alto, causa rincari, e qui aumenta ancora di più per la lontananza dagli impianti di produzione. Credo sia tra i venti e i venticinque euro al metro quadrato, ma questo non può e non deve ostacolare la manutenzione delle nostre strade, vitali per la Valboreca. Garantire una buona viabilità è infatti fondamentale per un comune montano. La ripartizione corretta delle risorse con una visione completa delle priorità deve essere aiutata e speriamo non ostacolata dai tagli alle entrate degli enti locali. Occorre sapere chiedere, progettare ed investire con intelligenza. Da sempre in montagna abbiamo lottato per mantenere i servizi primari con poche risorse. Continueremo a farlo sempre».
3 « Dobbiamo valorizzare un territorio unico e stupendo recuperando gli antichi sentieri e provvedendo alla manutenzione e alla promozione dei nostri borghi antichi, rurali. Vogliamo creare rete con i comuni vicini e portare escursionisti, famiglie, ragazzi e bambini alla riscoperta della storia e della nostra natura, che qui è davvero come un “libro” da sfogliare. Penso che iniziative culturali mirate e percorsi anche enogastronomici da rivalutare siano il primo passo, in continuità».
4 «Dobbiamo puntare tanto ai servizi alla persona, incrementando e migliorando sempre di più i servizi di prossimità, “vicini” al cittadino. La persona è al centro del nostro programma e in collaborazione con gli enti sociosanitari intendiamo subito potenziare l’assistenza infermieristica domiciliare; vogliamo attivare un servizio di infermiere di comunità, un servizio di custode solidale e di taxi sociale, già gestito dall’Unione montana alte valli Trebbia e Luretta. Per fortuna abbiamo due bambini piccoli, nel nostro territorio, che ci danno speranza per il futuro. Anche per sostenere la fascia di età più avanzata, occorre riportare giovani e adulti nei nostri paesi».
5 « Il monte Lesima è il mio luogo del cuore e – lo ammetto – mi fa da sempre un po’ da faro. Questo perché lo vedi dalla pianura, dalla Statale 45 e quando lo avvisti sai che stai ormai arrivando a casa. Il Lesima è passeggiate e mangiate in compagnia, è festa d’agosto, è funghi e lamponi. Ed è voglia di una comunità che racconta le tue stesse storie, con cui crearne di nuove da raccontare a chi arriva. Vivere nella nostra isola tra i monti è stupendo; vede, basta affacciarsi alla finestra per avere la risposta a questa domanda. Nei nostri paesi anche se si è in pochi non si è mai soli e questo fa superare tante difficoltà; fa sì che si possa vivere bene, in un ambiente spettacolare. E salubre».
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