«Noi ambulanti del mercato paghiamo più del dovuto: canone calcolato in modo sbagliato»

Giovanni Garbi, oggi in pensione, lamenta: così in tutti i comuni. Interrogazione di Zanardi (FdI). L'assessore al commercio Fornasari: «Sono in corso verifiche, siamo disponibili a intervenire»

Filippo Lezoli
|18 giorni fa
Alcuni banchi del mercato in piazza Cavalli
Alcuni banchi del mercato in piazza Cavalli
1 MIN DI LETTURA
Giovanni Garbi, 75 anni, 57 passati dietro al banco di formaggi nei mercati di Piacenza e provincia e ora in pensione, sostiene che gli ambulanti pagano più del dovuto. Questo perché il canone unico mercatale introdotto dalla legge 160/2021 viene, a suo dire, applicato in modo errato. La norma sostituisce Tosap, Cosap e Tari per occupazioni temporanee, prevedendo una tariffa giornaliera calcolata su ore effettive d’uso.
Per Piacenza, spiega Garbi, il costo corretto per il suo stallo sarebbe stato di 1.260 euro annui, ma ne pagava 2.000, «quasi il 50% in più», a causa di un «coefficiente giorno» che - sostiene -verrebbe applicato da tutti i Comuni, senza base normativa. Si tratta di una questione tecnica, ma sentita dagli ambulanti per la quale la consigliera comunale Gloria Zanardi (FdI) ha presentato un’interrogazione, richiamando giurisprudenza e pareri Mef che vietano tali moltiplicatori.
A sostegno delle sue osservazioni, Garbi cita anche una sentenza del Consiglio di Stato contro Bordighera, che ha annullato aumenti simili. Confesercenti Piacenza annuncia verifiche su tutte le amministrazioni: «Il canone era nato post Covid per aiutare gli ambulanti, non per gravarli ulteriormente». 
«Siamo consapevoli della situazione - fa sapere intanto Simone Fornasari, assessore al Commercio del Comune di Piacenza - gli uffici si stanno attivando insieme ad Anci per capire se a livello nazionale uscirà qualcosa di più preciso in termini di dottrina; in tal caso la nostra disponibilità a valutare una modifica, in futuro, ci sarà. Per ora, però, restiamo così».