Il jukebox che fa ascoltare i grandi romanzi
L'apparecchio, come fosse un cantore di storie, al posto della musica fa risuonare l'incipit di 100 classici della letteratura: è la nuova iniziativa della Valle dei Libri
Leonardo Chiavarini
|59 giorni fa

Il giornalista Giangiacomo Schiavi (a destra) con alcuni giovani attori che hanno prestato la loro voce agli incipit letterari del jukebox
Il jukebox, l’apparecchio icona di metà Novecento, tramutato in un avveniristico Omero dall’Intelligenza artificiale. Si chiama “Jukebox letterario” e, come fosse un cantore di storie, al posto della musica fa risuonare l’incipit di 100 grandi classici della letteratura mondiale: è questa l’ultima iniziativa di “La valle dei libri”, il progetto culturale nato tra Piacenza e Milano per volontà dei giornalisti Lanfranco Vaccari e Giangiacomo Schiavi. Proprio come un giradischi a gettone, la controparte letteraria si propone di intrattenere e istruire; e in questo l’intelligenza artificiale svolge un ruolo di prim’ordine.
Infatti, sulla base della richiesta tematica formulata dall’utente, il software “Libraio, books in a journey”, sviluppato dall’azienda Ibm in collaborazione con gli ingegneri di Privacy federation, seleziona uno degli incipit dei 100 grandi romanzi e lo riproduce, con la voce. Una voce, però, del tutto umana, frutto del lavoro e del talento di attori di teatro, doppiatori e professionisti dello spettacolo. Altrettanto umana e meno digitale è anche la scelta dei 100 romanzi presenti nel sistema: a indicarli, infatti, non è stata la macchina bensì un gruppo formato da note personalità. Paolo Di Stefano, Isabella Bossi Fedrigotti, Daniele Novara, Aldo Cazzullo, Renzo Piano e Vivian Lamarque sono alcuni dei nomi che hanno proposto 10 libri ritenuti indispensabili per una biblioteca personale. 10 per 10 è uguale a 100.

Eppure, i libri contenuti nel jukebox sono destinati ad aumentare e puntano ad arrivare ai giovani, nelle province e nei territori più periferici d’Italia. «Questo è da sempre uno degli obiettivi del progetto “La valle dei libri” - spiega Schiavi -. Per noi il libro è sì veicolo di cultura, ma anche di conoscenza e valorizzazione del territorio».