Pomodoro, annata difficile produzione in sensibile calo

Ma la qualità è a livelli di eccellenza. Si confida sulle rese delle varietà medie e tardive. La campagna si chiude a fine settembre

Claudia Molinari
|10 giorni fa
Foto dello scorso luglio quando partiva la raccolta dei pomodori
Foto dello scorso luglio quando partiva la raccolta dei pomodori
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Doveva essere l’anno della riscossa, dopo la débacle del 2024 che, per effetto delle piogge eccessive concentrate nel periodo primaverile, aveva registrato la peggior performance di sempre per la coltivazione del pomodoro da industria nell’area del nord Italia, con un consuntivo pari al 70% delle quantità contrattate tra Organizzazioni dei produttori e Industrie di trasformazione.
Ma l’appuntamento con il riequilibrio dei mercati pare purtroppo rimandato a tempi migliori, dal momento che anche quest’anno, per motivi diversi, ma in qualche modo riconducibili al cosiddetto cambiamento climatico, si prospetta un sensibile ammanco nella produzione agricola, ad oggi, quando siamo a circa un terzo della campagna di trasformazione, quantificabile in circa il 20% di prodotto in meno rispetto al contrattato 2025. La situazione deriva in parte dall’effetto di trascinamento delle problematiche dello scorso anno, poiché i terreni ne hanno pesantemente risentito, non potendo offrirsi nelle migliori condizioni agronomiche alla coltivazione del pomodoro da industria, che, come è noto, è molto esigente sotto questo profilo.
Né hanno aiutato le due fortissime ondate di calore di fine giugno e dei giorni scorsi, vanificando l’efficacia dell’irrigazione e ponendo le piante in condizioni di fortissimo stress, con effetti molto negativi in termini di produzione.
Unica consolazione, seppur parziale, è la qualità, che registra un grado brix (il residuo ottico, ovvero la sostanza secca, ndr.) molto elevato, con effetti positivi sulla valorizzazione della materia prima agricola e sulla resa di trasformazione industriale e una colorazione delle bacche come difficilmente si è vista negli anni scorsi, con effetti positivi sulle qualità organolettiche dei prodotti finiti, che potranno inoltre contare su un contenuto di licopene (la sostanza antocianica prodotta naturalmente dal pomodoro di cui sono riconosciuti i positivi effetti antiossidanti) ai massimi di sempre.
Quando rimane da raccogliere poco più della metà delle superfici coltivate, a detta degli addetti ai lavori, la speranza è quella di migliorare il dato parziale, confidando sulle rese delle varietà medie e tardive, per una campagna di trasformazione la cui conclusione è attesa alla fine del prossimo mese di settembre.