Una nuova vita grazie alla Croce rossa di Podenzano. la storia di Said e Allahdad
Redazione Online
|4 anni fa

Said e Allahdad sono due giovani afghani, di 25 e 19 anni, scappati dal loro Paese dopo l’arrivo dei Talebani. Dall’agosto 2021 sono in Italia, dove hanno trascorso il periodo di quarantena al centro allestito a San Polo, nel comune di Podenzano. La loro nuova vita è iniziata grazie all’amicizia con i volontari della Croce rossa italiana che prestavano assistenza al centro quarantena. Un rapporto speciale si è creato soprattutto con i militi della sede di Podenzano; così speciale che, nei mesi successivi – quando i giovani e un gruppo di loro connazionali sono stati trasferiti sulle colline dell’appennino bolognese – i volontari hanno voluto portarli due carichi di vestiario e di materiale necessario per la vita quotidiana.
Marina Rubini, Antonella Spagnolo, Davide Archilli e Davide Fusini sono i volontari della Croce rossa di Podenzano che più di tutti hanno mantenuto i legami con i due giovani. Oltre alle donazioni, Said e Allahdad hanno passato un Natale “in famiglia”, grazie all’accoglienza di Marina Rubini che li ha ospitati, durante le festività, a casa sua.
In Afghanistan, i due giovani avevano un lavoro (Said artigiano incisore e Allahdad commerciante all’interno della base militare del contingente italiano Camp Arena a Herat) e avevano una rendita più che dignitosa. Con l’approdo dei Talebani sono stati obbligati a scappare, lasciando tutto nel loro Paese, dove – negli ultimi giorni – hanno visto centinaia di morti. Dopo un viaggio difficile, sono giunti in Italia, prima a Roma e poi a San Polo.
“Qui ci hanno aiutato in tanti modi – spiegano i giovani – e Croce Rossa più di tutti. Ora quello che desideriamo è restituire ciò che gli italiani ci hanno dato in tutto questo tempo, questi anni e questi giorni, mettendoci a disposizione per qualsiasi lavoro. Il popolo italiano è sempre stato la nostra famiglia ed è il Paese in cui desideriamo iniziare da zero per crearci una nuova vita”.
Tramite i volontari, i due giovani chiedono di essere aiutati a trovare un lavoro ed un alloggio dove potersi appoggiare per intraprendere il nuovo percorso.
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