Un plebiscito per il “treno dei desideri”, senza Frecciarossa più lontani da Roma
Industria, sindacato, università contro la cancellazione. Parenti: «Da tempo chiediamo infrastrutture, questo è un passo indietro»

Federico Frighi
|3 mesi fa
Categorie produttive, università, sindacati, consumatori, amministratori locali e il mondo politico (almeno in parte) . E’ un plebiscito quello in difesa del Frecciarossa 9330, “il treno dei desideri che all’incontrario non va”, parafrasando Adriano Celentano. Va verso Roma al mattino presto ma dal prossimo orario invernale non tornerà più indietro a fine giornata. E’ un “treno a mercato” si apprende, di quelli che si reggono con l’introito dei biglietti.
Diversamente dagli interregionali che godono di contributi pubblici, o ha mercato oppure o si rende più competitivo o si cancella. E, a quanto si apprende ancora, mercato non ha. I numeri dei viaggiatori che scendono a Piacenza sarebbero troppo esigui, così come quelli di Parma e di Modena. Così nel nuovo orario invernale il Frecciarossa 9330 partirà ancora alle 19,50 da Roma Termini ma, una volta giunto a Bologna, proseguirà verso Milano sulla linea ad Alta Velocità, fermandosi solo alla stazione Mediopadana di Reggio Emilia.
Un guaio per Piacenza che perde il collegamento diretto serale con Roma. Ha già espresso il suo disaccordo la sindaca Katia Tarasconi, seguita a ruota dalla parlamentare Paola Demicheli e dal consigliere regionale Lodovico Albasi (tutti del Pd). Ora è l’intero tessuto produttivo e sociale a prendere in qualche modo posizione contro la soppressione

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