Truffe via web, in due anni tre denunce al giorno
Cordani (Federconsumatori): il fenomeno non cala, rete grande opportunità per i delinquenti

Simona Segalini
|8 mesi fa

Truffe via web sempre in aumento
Il web è il secondo terreno di reato in Italia. Nella provincia di Piacenza, tra aprile 2023 e marzo 2025, sono state 2.310 le querele per truffe e frodi informatiche presentate alle forze dell’ordine. Una media di tre denunce al giorno, sabati e festivi compresi. Numeri in lieve calo nell’ultimo anno, ma il fenomeno resta preoccupante. Soprattutto perché non tutte le vittime denunciano: spesso prevale il senso di colpa per l’eccessiva ingenuità. A livello comunale, quasi mille le truffe online registrate nel biennio. «Dal nostro osservatorio – spiega Angela Cordani, presidente di Federconsumatori Piacenza – il fenomeno non è affatto in calo. La rete è una grande opportunità, anche per i delinquenti». I metodi più usati? Phishing via mail, smishing tramite sms, vishing con telefonate: tutte tecniche per carpire dati o soldi.
I giovani sono i più colpiti: inesperienza e uso compulsivo del web li rendono vulnerabili. Per questo Federconsumatori, con la Polizia di Stato, ha portato lezioni antitruffa nelle scuole superiori. Tra i raggiri più recenti, la “task scam”: finti guadagni per semplici like su YouTube, che poi si trasformano in richieste di versamenti. Frequenti anche le truffe su investimenti “sicuri”, abiti acquistati online e mai arrivati, o vacanze rovinate da alloggi inesistenti. La raccomandazione è sempre la stessa: informarsi, leggere bene i contratti e, in caso di dubbio, segnalare.
I giovani sono i più colpiti: inesperienza e uso compulsivo del web li rendono vulnerabili. Per questo Federconsumatori, con la Polizia di Stato, ha portato lezioni antitruffa nelle scuole superiori. Tra i raggiri più recenti, la “task scam”: finti guadagni per semplici like su YouTube, che poi si trasformano in richieste di versamenti. Frequenti anche le truffe su investimenti “sicuri”, abiti acquistati online e mai arrivati, o vacanze rovinate da alloggi inesistenti. La raccomandazione è sempre la stessa: informarsi, leggere bene i contratti e, in caso di dubbio, segnalare.
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