Tragedia della Pertite, la commozione della sindaca: "Basta morti sul lavoro"
Redazione Online
|1 anno fa

“Un abbraccio carico di rispetto, dolore e indignazione perché non si può morire al lavoro”. Si emoziona la sindaca di Piacenza mentre presiede l’84esimo anniversario della tragedia della Pertite, avvenuto – come da tradizione – in piazzetta Pescheria. Nell’estate del 1940 una doppia violenta esplosione devastò la fabbrica di caricamento proiettili di via Emilia Pavese. Una tragedia che causò oltre 700 feriti e 47 morti.
Un’occasione per ricordare il dolore di decine di famiglie e per tenere alta l’attenzione sulla tematica degli infortuni sul lavoro. “Sicurezza, consapevolezza e volontà – le parole di Tarasconi -. Non si può morire sul lavoro. Il lavoro ci mobilita e ci dà speranza per il futuro, un futuro che però non deve essere mai messo a repentaglio”.
“Quando il fine non è più l’uomo ma la produttività succedono le tragedie – sottolinea Maurizio Manfredi, presidente di Anmil, associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro -. Tutti dobbiamo dobbiamo fare qualcosa perchè quando una persona non torna a casa dopo il turno di lavoro è una sconfitta per l’intera società. La sicurezza sul lavoro è come l’aria che respiriamo: essenziale”.
Il ricordo di Bianca Rossi, figlia di un’operaia morta dopo l’esplosione della Pertite
“Non riesco a dimenticare il volto di mia madre e il dolore provato in quella tremenda giornata”. Bianca Rossi aveva nove anni quando l’otto agosto del 1940 dovette dire addio a sua mamma, morta in ospedale a causa delle ferite riportate durante l’esplosione della Pertite. Si chiamava Anna Racchini e aveva solo 31 anni.
“Finché resterò in vita parteciperò a questa giornata – continua la signora Bianca -. Dopo così tanti anni piangere ancora è quasi ridicolo eppure non riesco a trattenere le lacrime”.
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