Tra emozioni e storia. Iniziato il viaggio della memoria dei 50 studenti piacentini
Redazione Online
|2 anni fa

C’è chi si aspetta di crescere, chi di allenare la memoria. Chi di capirne di più di una pagina di storia forse meno praticata come è quella della Resistenza tedesca e chi invece ha paura di “piangere tanto”. A neppure vent’anni partire per un Viaggio della memoria di quelli organizzati dall’Isrec (Istituto di storia contemporanea) di Piacenza può – e quasi sempre è – rivelarsi carico di attese.
Lo è senza dubbio anche per questo gruppo di cinquanta studenti delle scuole superiori di Piacenza, Castel San Giovanni e Fiorenzuola che proprio ieri sono arrivati in Germania: un viaggio, il loro, iniziato venerdì sera davanti al Cheope con i saluti e gli incoraggiamenti del presidente dell’Isrec Pier Luigi Bersani e del direttivo dell’Istituto.
“I Viaggi della memoria sono sempre importanti – spiega Bersani rivolgendosi ai ragazzi in partenza – questo in particolare lo è perché mette al centro l’importanza della libertà di pensiero e di parola andando a visitare i luoghi, come il campo di Oranienburg-Sachsenhausen, nei quali fin dall’inizio vennero destinati gli oppositori politici al regime”.
“I Viaggi della memoria sono sempre importanti – spiega Bersani rivolgendosi ai ragazzi in partenza – questo in particolare lo è perché mette al centro l’importanza della libertà di pensiero e di parola andando a visitare i luoghi, come il campo di Oranienburg-Sachsenhausen, nei quali fin dall’inizio vennero destinati gli oppositori politici al regime”.
Nella prima giornata – densissima – del Viaggio della Memoria guidato dal docente referente dell’Isrec Nicola Montenz i gli studenti sono approdati nella piccola cittadina di Potsdam e al castello di Sanssouci fatto erigere da Federico II il Grande in pochissimo tempo a metà Settecento. Di questa prima giornata però restano le parole dei ragazzi: le loro aspettative, un ragionare su un maggiore bisogno di fare memoria camminando nei luoghi della storia, mettendoci i loro corpi, guardandoli con i loro occhi, riflettendo sul passato per capire qualcosa di più del presente.
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