Oncologia piacentina modello di riferimento, visita della Sanità della Sardegna
Redazione Online
|1 anno fa

Giornata piacentina per un gruppo di dirigenti della sanità Sarda, partecipanti al corso manageriale del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) della Regione Sardegna.
La visita aveva lo scopo di visionare le modalità di implementazione della rete onco-ematologica territoriale. Piacenza, in questo campo, è modello di buone pratiche con un sistema di eccellenza fondato sulla collaborazione interprofessionale e una capillare diffusione degli ambulatori su tutto il territorio.
i dettagli della visita
I professionisti sono stati accolti in mattinata alla sala convegni di Confindustria dove, dopo i saluti istituzionale, dal direttore generale Paola Bardasi, del sindaco di Piacenza Katia Tarasconi e della vicepresidente della Provincia di Piacenza Patrizia Calza, affiancati dal sindaco di Fiorenzuola Romeo Gandolfi, sono stati guidati alla scoperta dell’Azienda Usl di Piacenza dal direttore sanitario Andrea Magnacavallo. A seguire Daniele Vallisa, direttore Dipartimento di Onco-ematologia, ha illustrato ai presenti i dettagli della rete onco-ematologica regionale e locale lasciando poi la parola al direttore del Governo clinico territoriale Anna Maria Andena che si è addentrata nel tema della rete dell’assistenza primaria concentrandosi sui centri assistenza urgenza attivi e programmati con un particolare focus su attività e flussi di cittadini.
“Quella di Piacenza è una realtà di eccellenza – ha sottolineato Daniela Bucci, dirigente della formazione in ambito sanitario per la Regione Sardegna. La Regione è impegnata in tre percorsi formativi finanziati dal Pnrr in ambito sanitario: il primo è dedicato ai dirigenti, ossia manageriale vede con Piacenza lo step di partenza, gli altri due sono dedicati alla digitalizzazione e alla gestione delle infezioni ospedaliere”.
rete territoriale e cure onco-ematologiche
L’esperienza locale di rete territoriale e cure onco-ematologiche per garantire cura e assistenza dei pazienti in prossimità del proprio domicilio attraverso la rete ospedaliera provinciale, migliorando l’offerta di cura anche attraverso l’attivazione di ambulatori specialistici nelle Case della Salute e della Comunità è stata illustrata da Monica Muroni, responsabile assistenziale Area medica e Adonella Visconti, responsabile assistenziale del dipartimento Cure primarie.
Il direttore di Oncologia Elisa Anselmi, Gabriele Cremona, coordinatore assistenziale rete oncologica provinciale e ancora il direttore di Ematologia Daniele Vallisa sono entrati nel dettaglio del percorso del paziente onco-ematologico analizzando il caso specifico della Casa della Salute e della Comunità di Bettola come realtà in grado di conciliare equità di accesso e onco-ematologia di prossimità, con un approccio multidisciplinare per molte patologie, terapie sempre più articolate e la partecipazione a studi clinici, sempre tenendo al centro il paziente e la famiglia.
La mattinata è stata chiusa dall’intervento di Stefano Vecchia sul tema della gestione del farmaco antiblastico dai riferimenti normativi, alla gestione e alle criticità annesse alla preparazione, al trasporto, alla stabilità con un focus sulla Casa della Salute e della Comunità di Bettola come modello di lavoro.
pomeriggio a bettola
Dopo pranzo i partecipanti al corso si sono spostati a Bettola dove sono stati accolti dal direttore del distretto di Ponente Giuseppe Magistrali e dal sindaco di Bettola Paolo Negri. Qui hanno approfondito con i professionisti coinvolti (Fabio Ottilia– responsabile assistenziale distretto Levante, Rosanna Guglieri – responsabile assistenziale area 3 Levante, Manuela Proietto – medico oncologo e Lisa Groppi – infermiere) il ruolo della Casa della Salute e della Comunità nel percorso delle cure onco-ematologiche.
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