Ipotesi cannibalismo tra lupi, «ma potrebbe essere stato un canide»

Carcassa di lupo trovata ad Ancarano, «i lupi si contendono il territorio»

Redazione Online
|6 giorni fa
Lupo
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«Noi siamo preoccupati, sì. E lo diciamo ormai da anni, mentre ormai la situazione è fuori controllo. Un caso lo abbiamo già registrato a Rivergaro. Uno a Perino. Uno tra Ancarano e Veano, e su questo siamo intervenuti direttamente trovando la carcassa. I lupi sono sempre più numerosi, prevale la logica del branco. E quindi sì, anche nel Piacentino si sono registrati i primissimi casi di cannibalismo. Intendo chiaramente lupi che mangiano altri lupi».
Lo dice Tiziano Pizzasegola, presidente di Federcaccia e coordinatore degli Atc, gli Ambiti territoriali dell’Emilia-Romagna. E aggiunge: «L’ultimo caso era un maschio, sui cinquanta chili. Lo abbiamo trovato spolpato, c’era rimasta solo la testa. Intorno, siccome c’era il fango, sono state trovate le inconfondibili impronte di altri lupi. La carcassa è stata consegnata all’Istituto zooprofilattico. Io dico che va superata ogni demagogia. L’ideologicizzazione del tema lupo non aiuta. Non è pensabile che il lupo si autogestisca».
Se quindi potrebbe perdere efficacia il detto popolare “Lupo non mangia lupo”, per dire però che i forti non fanno la guerra, le ultime analisi non sarebbero così sicure che si sia trattato di un lupo.
Enrico Merli, tecnico faunistico della Regione Emilia-Romagna, spiega infatti che, fatti gli accertamenti, il cranio della bestia sbranata era piuttosto quello di un lupoide, che presenta quindi alcune caratteristiche del lupo ma potrebbe essere anche un ibrido o un cane: «Grazie al recupero del Centro animali selvatici, il Cras, abbiamo potuto osservare il caso, una volta ripulito il cranio del lupoide», sottolinea Merli. «Certo, non è comunque così raro che i lupi, seguendo le logiche di sfida territoriale del branco, si uccidano tra loro. I lupi in questo caso sono cioè intenti a contendersi il territorio, difendendo attivamente uno spazio. O, ancora, può accadere che un esemplare, singolo, tenti di entrare in un branco e venga inseguito e cacciato. Nei casi più estremi può essere anche ucciso. Una situazione del genere era stata documentata del resto anche in un video ad Agazzano».
Si ricorda che attualmente la presenza del lupo nel territorio piacentino è quantificata in circa dieci esemplari per chilometro quadrato: la maggior concentrazione si ha in Appennino, e - sempre secondo uno degli ultimi monitoraggi - si tratterebbe di una delle presenze più massicce d’Italia.