Il "Mazzolini" a Bobbio raddoppia: duecento opere, inaugurazione il 23 aprile
Redazione Online
|1 anno fa

Nel corridoio lungo e antico del nuovo Museo Mazzolini a Bobbio è stato ricomposto il pavimento dopo cinque mesi di lavori certosini. Nel sopralluogo di ieri mattina, non si vedono segni di ricucitura, pur dopo un necessario sventramento profondo 30-40 centimetri.
E’ servito a installare nella pancia del museo le barre d’acciaio di tre centimetri di diametro che, da un muro all’altro, hanno consolidato gli spazi finalmente agibili, a prova di terremoto.
Il museo, rinforzato da 250mila euro di opere (finanziamento del Segretariato regionale, tramite Soprintendenza, e Opera di preservazione della fede), ha raddoppiato la superficie, in quella Santa Fara che è un porto di cultura da secoli, pronto ad accogliere 200 opere, tra già esposte e mai svelate, da Manzoni a Carrà, da De Pisis a Dall’Oca Bianca (per chi non lo sa: è tra le altre cose l’ideatore della forma attuale del pandoro).
Ci saranno una sala conferenze, una per la didattica, una dedicata agli artisti locali, un deposito completamente rinnovato, poi 6 macro aree tematiche e uno sviluppo del corridoio più armonico, immersivo, anche tramite video specifici, proiettati in schermi ampi 4 metri. Nuovo anche l’impianto di condizionamento per evitare il rischio di umidità.
“Questo è a tutti gli effetti ora un museo europeo, con un suo sviluppo narrativo, focus specifici e opere come “Piazza d’Italia” di De Chirico solo per citarne una”, spiega il direttore dei beni artistici della diocesi Manuel Ferrari.
L’inaugurazione a Bobbio sarà il 23 aprile alle 10.30.
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