Il libro di Gazzola sulla mafia, nel Piacentino 282 persone in soggiorno obbligato
Redazione Online
|2 anni fa


“Piacenza e la presenza mafiosa, tra passato e presente”. Perché è importante aprire gli occhi di fronte alla realtà, evitare l’indifferenza. È il libro scritto dal piacentino Luigi Gazzola, tra pochi giorni in libreria ( edizioni Parallelo45). Gazzola da trent’anni è funzionario del tribunale di Piacenza, ha portato in città La Rete, il partito antimafia di Leoluca Orlando, ha militato nell’Italia dei Valori ed è stato assessore comunale di Piacenza con delega alla Legalità per due anni nella seconda giunta Reggi e per altri tre durante l’amministrazione Dosi.
“L’opinione pubblica nazionale ha tardato a cogliere la dimensione sistemica antidemocratica della illegalità e a Piacenza, come in tante zone del nord del Paese, in tanti si ostinavano e ancora oggi si ostinano a non vedere, a non parlare, a non sentire”. Lo scrive Leoluca Orlando – ex sindaco di Palermo per cinque mandati, ex deputato ed europarlamentare, fondatore del partito La Rete e portavoce dell’Italia dei Valori – nella prefazione del libro. Nel Piacentino sono state 282 le persone in soggiorno obbligato. “Il più famoso fu certamente Enrico Nicoletti, considerato il “cassiere” della Banda della Magliana, confinato a Marsaglia di Corte Brugnatella, dove era ricordato come “un palazzinaro d’oro”, un “gentiluomo” generoso che “andava sempre nella piccola chiesa di Corte Brugnatella lasciando anche offerte da cinquantamila lire”- scrive Gazzola citando un articolo di Libertà.
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