Il dolore si fa bellezza con l'Orchestra del Mare: «Gli strumenti della speranza»
Violini, viole e chitarre realizzate dai detenuti con pezzi di imbarcazioni suonati dall'Orchestra Farnesiana in anteprima davanti agli studenti piacentini

Marco Vincenti
|3 mesi fa
«Tutto quello che il mondo ha dimenticato o scartato risuona nella bellezza di questi strumenti». L'Orchestra del Mare suona tra gli Arazzi del Collegio Alberoni restituendo voce alla sofferenza, al coraggio e al desiderio di rinascita di migliaia di persone costrette ogni anno ad abbandonare la propria terra. È questo il cuore del progetto ideato e promosso da Arnoldo Mosca Mondadori. Un progetto che da dieci anni a questa parte permette di creare strumenti che nascono dal legno delle barche dei migranti e che diventano suono, memoria e speranza.
«Su quelle assi hanno viaggiato uomini, donne, bambini. Alcuni ce l’hanno fatta, altri no» le parole di Mondadori, presidente della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti. Dalle stesse assi oggi nascono viole, violini, violoncelli e contrabbassi: strumenti che conservano in sé le tracce di un viaggio difficile e che, grazie al progetto Metamorfosi, vengono costruiti dai detenuti delle carceri di Opera, Secondigliano e Monza.
«Tra i detenuti coinvolti, la storia più sorprendente arriva da un uomo proveniente dai carceri tunisini e oggi recluso a Opera - il racconto di Mondadori ai giovani studenti piacentini presenti all'anteprima dello spettaccolo che si terrà domani sera, sabato 15 novembre, sempre alla Sala degli Arazzi -. Un tipo silenzioso, osservatore. Un giorno, mentre vede arrivare nel laboratorio nuovi pezzi di barche, nota gli oggetti rimasti al loro interno. Quegli oggetti gli danno l'impulso di scrivere. E scrive, scrive fino ad arrivare a un monologo intitolato lo 'Spaccabarche' dove vengono riportati i nomi delle barche, le loro storie e la loro trasformazione in strumenti. Una trasformazione che può avvenire anche nelle persone». Il progetto, infatti, non porta soltanto alla nascita di strumenti musicali, ma diventa un percorso di metamorfosi interiore: la lavorazione del legno trasforma chi lo tocca, proprio come la musica trasforma chi l’ascolta.
L'Orchestra del Mare nella Sala degli Arazzi
A Piacenza gli strumenti dell’Orchestra del mare sono stati presentati in anteprima agli studenti delle scuole piacentine presso la Sala degli Arazzi della Galleria Alberoni, in un incontro intenso e partecipato. Domani l'esibizione aperta alla cittadinanza. Sul palco, per questa tappa piacentina, sarà l'Orchestra Farnesiana a diventare Orchestra del mare: il progetto non prevede infatti un’orchestra stabile, ma un’adesione di realtà musicali di alto profilo che condividono i suoi valori di solidarietà, memoria e speranza. Prendendo in prestito i vari strumenti realizzati dai detenuti.
L’Orchestra del mare è contemporaneamente un’orchestra senza musicisti e con musicisti da tutto il mondo: chiunque suoni questi strumenti diventa parte del loro viaggio. Ogni arco che vibra racconta una storia, ogni nota restituisce dignità a chi ha affrontato il mare, a chi è morto e a chi è sopravvissuto, a chi oggi — nelle carceri — lavora quel legno trasformandolo e trasformandosi.

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