Il 25 aprile a San Giorgio con protagonisti i giovani: "Basta guerre e sofferenza"
Redazione Online
|3 anni fa

Emozioni, poesie e desiderio di pace per raccontare un mondo migliore che abbia la forza di non ricadere negli errori del passato. I ragazzi e le ragazze delle scuola media di San Giorgio sono stati i protagonisti della celebrazione del 77esimo anniversario della festa della Liberazione avvenuta ieri nel paese del drago.
Insieme a loro, il vicesindaco Massimo Saltarelli, l’assessore al sociale Maria Letizia Ferraro, diversi consiglieri comunali, i rappresentanti delle associazioni di volontariato del paese, il parroco don Claudio Carbeni e monsignore Luigi Chiesa, vicario generale della diocesi di Piacenza e Bobbio.
“Abbiamo voluto fossero i nostri giovani in prima linea a celebrare questa importante giornata – ha spiegato Saltarelli, in rappresentanza dell’amministrazione comunale -. Quello che è successo bisogna ricordarlo sempre, ogni giorno, ma è necessario per non ricadere nelle atrocità del passato guardare al futuro attraverso le sensazioni e le parole di ragazzi e ragazze”.
Tanti gli alunni della scuola media Francesco Ghittoni che hanno partecipato alla celebrazione del 25 aprile. Alcuni di loro – guidati dal sindaco dei ragazzi Sveva Sartori – hanno scritto e letto poesie dando adito ai propri sentimenti e alle paure legate allo scoppio del conflitto in Ucraina, altri – in collaborazione con i propri insegnanti e la professoressa in pensione Lucia Rossi – hanno riportato le parole di autori, storici e di chi ha vissuto sulla propria pelle i drammi della guerra.
“E’ stato emozionante ascoltare le parole dei giovani del paese e la sensibilità con cui hanno trattato un tema importante quanto complesso” il commento dell’assessore Ferraro. Il 25 aprile sangiorgiono è stato celebrato in modalità itinerante. Il primo ritrovo si è tenuto davanti al monumento per la pace e la libertà dei giardini Vittoria; inseguito il corteo, guidato dal gruppo alpini di San Giorgio, si è riunito di fronte al monumento dei caduti di via Patrioti e infine, nei pressi della chiesa parrocchiale dove si trova un cippo in memoria dei partigiani durante la resistenza.
La festa della liberazione si è conclusa proprio attraverso la messa presieduta da don Luigi Chiesa e dal parroco Claudio Carbeni, incentrata sulla forza e il valore dello stare insieme. “Impegno di tutti è quello di creare una comunità vera e unita – ha concluso Saltarelli – grazie di cuore a educatori e catechisti per quello che fate per i giovani e quindi per l’intera comunità”.
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