Dai crochi al picchio mutatore: arriva la primavera anche sul monte Lesima
Redazione Online
|2 anni fa

Il monte Lesima che confina con Piacenza e Pavia, ovunque lo si guardi è inconfondibile, soprattutto per il caratteristico pallone bianco del radar a servizio del traffico aereo.
Nelle praterie del monte sui 1.500 metri cominciano a spuntare i primi fiori primaverili.
Sono soprattutto quelli che non temono il freddo della notte e della prima mattina, che a questa altezza è ancora pungente arrivando ad abbassarsi fino allo zero gradi, vediamo infatti singoli crochi che si asciugano dalla rugiada mattutina al primo levar del sole.
Questi crochi tappezzano e rallegrano regalando alla prateria i loro colori.
Qua e là, alla base del monte notiamo alcune scille, queste pianticelle contengono diversi glucosidi che le rendono tossiche. Altri fiori che sfidano il freddo, sono gli eleganti campanellino e il bucaneve, che con i loro delicati fiori bianchi, deliziano la prateria in questo piccolo presagio di primavera diurna cercando di resistere al freddo della notte aspettando il sole del giorno nuovo.
Tutti questi fiori sono ricchi di nettare e sono fonti di cibo per le api.
Fra gli uccelli presenti nel bosco al limitare della prateria, notiamo il picchio muratore e l’elegante cincia dal ciuffo, mentre il maschio del fringuello lancia al vento il suo canto d’amore per attirare la sua femmina.
Nelle praterie del monte sui 1.500 metri cominciano a spuntare i primi fiori primaverili.
Sono soprattutto quelli che non temono il freddo della notte e della prima mattina, che a questa altezza è ancora pungente arrivando ad abbassarsi fino allo zero gradi, vediamo infatti singoli crochi che si asciugano dalla rugiada mattutina al primo levar del sole.
Questi crochi tappezzano e rallegrano regalando alla prateria i loro colori.
Qua e là, alla base del monte notiamo alcune scille, queste pianticelle contengono diversi glucosidi che le rendono tossiche. Altri fiori che sfidano il freddo, sono gli eleganti campanellino e il bucaneve, che con i loro delicati fiori bianchi, deliziano la prateria in questo piccolo presagio di primavera diurna cercando di resistere al freddo della notte aspettando il sole del giorno nuovo.
Tutti questi fiori sono ricchi di nettare e sono fonti di cibo per le api.
Fra gli uccelli presenti nel bosco al limitare della prateria, notiamo il picchio muratore e l’elegante cincia dal ciuffo, mentre il maschio del fringuello lancia al vento il suo canto d’amore per attirare la sua femmina.
IL SERVIZIO DI LUIGI ZIOTTI E MARISA CELLA
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