Dai calamai alle chiavette Usb: è la cartoleria Fagnola. Quattro generazioni dal 1892
Redazione Online
|2 anni fa

Dai pennini e i calamai ai fax e alle chiavette usb, l’evoluzione della più vecchia fra le cartolerie piacentine con oltre 130 anni di vita. E’ la cartoleria “Fagnola” attiva a Piacenza in piazza Borgo dal 1892. Si tratta di una delle più antiche attività commerciali di Piacenza: “Credo che in vecchiaia ci superi soltanto lo spaccio Amendolara” scherza Marco Fagnola, 84 anni, che ancora occasionalmente da una mano in negozio al figlio Andrea. Il negozio è tanto prestigioso quanto affascinante: lo stesso bancone del 1892, gli stessi scaffali e cassettoni solo ridipinti e restaurati.
“Anche le merci che noi vendiamo sono sempre più o meno lo stesse – racconta Marco Fagnola – gli oggetti da cartoleria in fondo non sono molto cambiati”.
La cartoleria Fagnola affonda le sue radici più profonde fra i piacentini da quattro generazioni, fondata da Luigi Fagnola alla fine dell’Ottocento è stata poi portata avanti dal figlio Marcello, il quale arruolato è partito per la prima guerra mondiale e l’attività commerciale è così rimasta sospesa durante gli anni della Grande Guerra. Con Marcello arruolato sergente maggiore nei bersaglieri sono partiti i fratelli Daniele, sottotenente in fanteria nel 20° Reggimento della brigata Brescia e Giuseppe, arruolato nel IV Reggimento di artiglieria.
“Ho avuto mio padre e due zii partiti nella Grande Guerra, tre fratelli, uno di loro, mio zio Daniele non è più tornato” racconta Marco Fagnola e proprio in questi giorni ricorre l’anniversario di quando fu insignito per la Medaglia d’Argento al valor militare”.
Così recita la motivazione: ”Costante esempio di attività, calma e coraggio, caduto il comandante della compagnia ne raccoglieva i superstiti e si opponeva con essi ad un violento contrattacco eseguito dall’avversario con bombe, cadendo infine mortalmente ferito”.
Così recita la motivazione: ”Costante esempio di attività, calma e coraggio, caduto il comandante della compagnia ne raccoglieva i superstiti e si opponeva con essi ad un violento contrattacco eseguito dall’avversario con bombe, cadendo infine mortalmente ferito”.
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