Ladri alla Besurica: «Controllano le case»
Dal gruppo di vicinato viene lanciato l'allarme per la presenza di silicone sulle porte: serve per verificare se qualcuno è presente nell'abitazione
Cristian Brusamonti
|39 giorni fa

ladro
Un filo sottilissimo e quasi trasparente può fare la differenza tra una casa da svaligiare e una dalla quale è meglio restare alla larga. E così, adesso, in tempi di abitazioni lasciate incustodite per le vacanze, in città arriva l'incubo del silicone: sembra essere questo il nuovo sistema adottato dai ladri per capire se una casa sia abitata o meno. Basta posare una piccola striscia di silicone tra il battente e lo stipite di una porta e il gioco è fatto: se il filo è rotto, vuol dire che qualcuno ha aperto la porta di recente. In caso contrario, via libera al saccheggio.
L'allarme arriva in questi giorni da Piacenza, e in particolare dal quartiere Besurica, dove alcuni colpi sono già andati a segno approfittando dell'assenza dei proprietari di casa. Particolarmente martoriata è stata via Faggi, nei pressi della piazza del quartiere, dove – come spiega una residente – si sono verificati tre furti in una sola settimana. Il comune denominatore di tutti questi casi è stata la presenza del silicone sulle porte delle abitazioni in questione. Così, anche i carabinieri, nei giorni scorsi, sono arrivati ai palazzoni della Besurica per fare un sopralluogo e cercare di circoscrivere il fenomeno.
L'appello è rivolto ai vicini di casa affinché controllino la presenza di fili trasparenti anomali. «A occhio nudo non si notano, bisogna puntarci contro una pila» raccomandano i cittadini. «Se c’è il silicone, va subito staccato, prima che tornino a controllare chi è in casa e chi no». Anche il coordinatore del gruppo di vicinato della Besurica, Luca Zandonella, invita a prestare attenzione, spiegando che i carabinieri sono già al corrente di quanto sta accadendo. «Dopo la segnalazione di furti di venerdì sera - precisa - non ci risultano al momento altri casi nel quartiere». Però si sa: l'attenzione non è mai troppa, specialmente in questo periodo estivo, quando si ha a che fare con dei «professionisti» del crimine, sempre pronti a inventarsi nuove trappole.