Caffè, rincari alle stelle: "Tazzina a 1,70 euro al bar ipotesi sempre più concreta"
Redazione Online
|1 anno fa

Parla di un “anno record” Guido Sicuro Musetti, presidente dell’azienda Musetti.
Ma il record a cui allude ha ben poco di positivo. “Gli aumenti sono stati vertiginosi, in particolare sul cacao e subito dopo sul caffè – spiega – sia la qualità arabica sia quella robusta hanno registrato un rialzo accentuato negli ultimi due mesi.
La mia prospettiva? Che nei prossimi sei mesi la tazzina arrivi a costare fra 1,50 e 1,70 euro”.
Ma il record a cui allude ha ben poco di positivo. “Gli aumenti sono stati vertiginosi, in particolare sul cacao e subito dopo sul caffè – spiega – sia la qualità arabica sia quella robusta hanno registrato un rialzo accentuato negli ultimi due mesi.
La mia prospettiva? Che nei prossimi sei mesi la tazzina arrivi a costare fra 1,50 e 1,70 euro”.
Nel frattempo c’è chi fra i baristi ha già ritoccato un po’ il prezzo e chi invece cerca di mantenersi saldo all’euro.
Cesare Testa, del baretto San Vincenzo nell’omonima via, lo scorso settembre ha alzato il costo della tazzina a 1,30 euro: “Probabilmente a febbraio dovrò aumentare ancora, portandolo a 1,40 euro” spiega.
Quasi due mesi fa Fabrizio Quaretti, dietro il banco del bar Musetti al centro commerciale Gotico, ha esposto un cartello: “A causa del continuo aumento delle materie prime, si avvisa la clientela che da lunedì 2 dicembre ci sarà un adeguamento dei prezzi per mantenere inalterata la qualità dei prodotti offerti”.
“Ho portato il caffè a 1,40 euro, aumentandolo di 10 centesimi – spiega – portarlo a un euro e mezzo mi sembrava esagerato, ma di rincari ne abbiamo avuti, non solo sul caffè, ma anche sul latte”.
“Ho portato il caffè a 1,40 euro, aumentandolo di 10 centesimi – spiega – portarlo a un euro e mezzo mi sembrava esagerato, ma di rincari ne abbiamo avuti, non solo sul caffè, ma anche sul latte”.
Chi invece ha deciso di continuare a offrire la tazzina a un euro è Eugenia Maserati del bar Principessa di piazza Duomo: “Il caffè per noi è un bene quasi primario, per questo abbiamo deciso di lasciarlo a un euro – sottolinea – vedremo poi con i rincari”.
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