A Podenzano e Mareto i giovani tengono viva la tradizione di San Martino
Redazione Online
|1 anno fa

San Martino e la festa del ringraziamento sono due tradizioni che non si vogliono perdere e sono i giovani i primi a volerle portare avanti.
Anche in Val Nure è così e i giovani agricoltori di Podenzano e gli abitanti di Mareto di Farini hanno celebrato questi due momenti legati alla storia contadina.
I canti popolari, come preghiere laiche, hanno concluso la giornata, mentre il falò scoppiettava. A Podenzano gli agricoltori e la parrocchia, in collaborazione con Area10, le associazioni locali e il patrocinio del Comune, hanno organizzato la giornata, iniziata davanti al municipio con una merenda rustica. Trattori d’epoca hanno trainato il carretto di San Martino, che i braccianti agricoli, al termine del loro contratto, caricavano con le poche cose possedute per partire alla ricerca di lavoro per l’anno successivo. La messa in chiesa, in cui si è ringraziato per il raccolto annuale, con la presenza degli am-ministratori comunali, ha preceduto la benedizione dei mezzi degli agricoltori che ancora oggi lavorano la terra, prima della festa nell’area dell’oratorio parrocchiale, con mercatini, castagnata e musica.
I canti popolari, come preghiere laiche, hanno concluso la giornata, mentre il falò scoppiettava. A Podenzano gli agricoltori e la parrocchia, in collaborazione con Area10, le associazioni locali e il patrocinio del Comune, hanno organizzato la giornata, iniziata davanti al municipio con una merenda rustica. Trattori d’epoca hanno trainato il carretto di San Martino, che i braccianti agricoli, al termine del loro contratto, caricavano con le poche cose possedute per partire alla ricerca di lavoro per l’anno successivo. La messa in chiesa, in cui si è ringraziato per il raccolto annuale, con la presenza degli am-ministratori comunali, ha preceduto la benedizione dei mezzi degli agricoltori che ancora oggi lavorano la terra, prima della festa nell’area dell’oratorio parrocchiale, con mercatini, castagnata e musica.
A Mareto si è perpetuata la tradizione di San Martino, con la messa e il pranzo comunitario a base di prodotti della zona, dai formaggi al salame cotto fino ai ciccioli, da accompagnare alla polenta, cotta nel grande paiolo messo a disposizione da Paolo Garilli e mescolata dal 18enne Luigi Chiappelloni. Per la prima volta la festa è stata grande, con il ballo al suono della fisarmonica e l’accensione del falò al calare del sole, bruciando gli scarti delle potature. Particolarmente suggestivo l’ambiente, con la luna a schiarire la serata e le fiamme del falò a scaldare la fredda serata.
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